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Tutta la vita passata a cercare la chiave, quando la porta è sempre stata aperta 🚪
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lunedì 12 febbraio 2024

Perché Sanremo è Sanremo

Fonte: fanpage
A metà gennaio è stato chiesto a un noto programma di intelligenza artificiale chi avesse vinto il festival di Sanremo.

Io mi ero salvato un paio di screenshot che però non ho pubblicato per non rovinarvi la sorpresa o comunque il piacere di seguire la singolar tenzone canora e di fare il tifo come ogni italiano che si rispetti.

Alla fine devo ammettere che del festival ho seguito molto poco e me ne sono interessato solo seguendo i video di The Jackal che hanno coperto in modo encomiabile tutte le serate della kermesse coi loro riassunti, mentre le canzoni le ho ascoltate su spotify che ha messo a disposizione una playlist gratuita dedicata all'evento.

 

Fonte: fanpage
Non amo particolarmente il pop (ascolto un po' di tutto di solito) ma ho trovato comunque molte canzonette orecchiabili e perchè no anche ballabili 😂😂😎😎💃💃, non le ho ascoltate tutte per cui il mio giudizio non conta.

Ciò che conta è che ChatGPT i primi due classificati li ha imbroccati, nei link sotto gli screenshot che portano allo stesso articolo una breve spiegazione di come lo stupido programma di I.A. abbia stilato la classifica.

PS:

tra quelle che ho sentito la mia preferita è  la canzone di Dargen D'amico di cui in questo momento mi sfugge il titolo (per dire del mio livello di attenzione verso l'evento).

grandissimo outfit Dargen

 

E voi ? avete guardato (o ascoltato) Sanremo ?



domenica 7 marzo 2021

cose viste

 the social network (biografico - usa - 2010) 

dove, come , quando e perchè è nato facebook e perchè ha avuto tanto successo. Mi è piaciuto (👍 )








the wolf of wall street (biografico - usa - 2013) 

la vera storia (a quanto pare) di Jordan Belfort un broker di wall street con pochi scrupoli. In realtà è una cosa rivista ma è senz'altro meglio di sanremo. filmone!








il caso thomas crowfrd (drammatico - usa - 2007)

il crimine perfetto non esiste. Malgrado non sia nulla di eccezionale sono comunque un paio d'ore spese bene








martin eden (drammatico - italia - 2019) 

tratto (liberamente..) dall'omonimo romanzo di Jack London un BEL film italiano a tratti poetico.








chi ha vinto SanRemo 2021 me lo direte voi 😅

sabato 8 febbraio 2020

Festival

Quest'anno ho vissuto la settimana del festival di Sanremo più o meno come lo scorso anno, un paio di bei film (grazie Italia1), un buon libro e passeggiate serali col cane. In realtà tutto quello che so di Sanremo 2020 l'ho assorbito involontariamente dal web che è zeppo di commenti . meme, cinguettii o altro.

fonte
Sorvolerei su tutto tranne sulla polemica-critica all'abbigliamento di tal Achille Lauro durante una di queste serate che si è esibito in tutina aderente solo per esprimergli sincera solidarietà a nome mio e dei molti ciclisti che tutte le domeniche mattina si vestono in quel modo per le uscite in bici.

immagine di repertorio che ripropongo con un certo imbarazzo

venerdì 16 febbraio 2018

cose viste

Virgin mountain (drammatico - Islanda 2015)

La verginità ad una certa età. Negli Usa 10 anni prima di questo avevano provato a strappare 2 risate con "40 anni vergine". Qui si ride un po' meno anche se non mancano scene divertenti a mio parere.Non ho altro da aggiungere se non un link ad una bellissima recensione che potrete trovare QUI.  Ma prima guardate il film se volete. Bello bello.




Seven (thriller - Usa 1995)

Quando sulla Rai c'è la settimana di SanRemo le atre tv o non fanno niente oppure fanno un sacco di bei film anche se un po' datati. Seven è uno di questi.
cult!!





L'uomo che sussurrava ai cavalli (sentimentale - Usa 1998)

oppure questo, perfetto per il sabato sera della finale del festival o come anticipo della settimana di San Valentino :D
La scena del ballo, per me una delle più belle scene d'amore viste al cinema.





 Amer (Thriller - francia 2009)

Mi è piaciuto, ma ho dovuto guardarlo meglio una seconda volta a distanza di un anno per apprezzarlo. Che io a forza di guardare film stia iniziando davvero a capirci qualcosa ???
Vedete un po' voi :D

sabato 25 febbraio 2012

chi l'ha visto ?

purtroppo a causa della mia spocchia (e solo per questo) guardo pochissima televisione. Sono certo di non essermi perso niente di che, tipo sanremo non l'ho visto, il grande fratello non parliamone, se guardo il tg guardo studio aperto che parla apertamente di figa per l'85% del tempo.

Però questo fantastico momento di televisione mi sarebbe piaciuto proprio godermelo in diretta, credo che anch'io mi sarei stupito un pelino.

e voi? l'avete visto?

PS: se parolisi esce di galera voglio andare con lui a un cineforum... abbiamo quasi gli stessi gusti XD

lunedì 26 dicembre 2011

natale tutto l'anno

Un tempo era bello credere a Gesù bambino che portava i regali. Era divertente giocare con la fantasia.Ora non serve. Consumiamo tutto l'anno e genitori e figli sono senza desideri.Nonostante manchi quasi un mese al 25 dicembre sono già cominciate le feste di Natale. Le città sono tutte piene di luminarie e i negozi pavesati a festa, in qualche paese è già stato allestito il presepe dove i pastori o i Magi hanno le sembianze di Battisti, di Clinton e di altri personaggi dell'attualità. Diciamo la verità: anche il Natale è diventato una festa insopportabile. Un tempo era la più bella e la più attesa, anche perché era l'unica. Noi bambini l'aspettavamo spasmodicamente tutto l'anno. E quando finalmente arrivava, e si consumava rapidamente in quella magica notte del 24, eravamo come colti di sorpresa. Ma anche gli adulti lo vivevano con la stessa intensità e commozione.

Lo so, per riflesso, dai volti dei miei genitori. Lo so, di persona, perché anch'io vissi così i miei primi Natali da adulto e, in seguito, da padre. Il Natale era ancora, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, una festa che aveva qualcosa a che fare con lo spirito e con l'anima. Non era necessario essere cristiani per pensare che in quella notte si compiva un evento straordinario, che per i credenti era la nascita di Gesù, e per gli altri (per me, per esempio, che sono di madrepatria russa, dove si festeggia non Cristo ma «papà Gelo» ) era qualcosa di magico e di fatato, di irrazionale, di incomprensibile. Pensavamo sul serio che il giorno di Natale gli uomini fossero tutti un poco più buoni. Ricordo ancora la mia sorpresa quando, già ventunenne, un vigile mi appioppò una multa per sosta vietata proprio la notte del 24 dicembre. «Ma è Natale», gli dissi. Secondo quel me ragazzo i vigili non avrebbero dovuto dare multe in una notte come quella. Perche anche i vigili, a Natale, doveva- no,essere più buoni, più tolleranti, più comprensivi. E inutile dire che ho creduto a Babbo Natale fino ai limiti dell'impossibile. E guardavo con disdegno e con un certo orrore il compagnuccio di scuola, già scafato e saputello, che voleva convincermi che Babbo Natale non esisteva e che era tutto un imbroglio.

La notte di Natale, dopo che i miei mi avevano messo a letto, cantavo a squarciagola nel tentativo di non addormentarmi e di beccarlo quando arrivava. Ma regolarmente mi assopivo prima della fatidica mezzanotte consentendo così a mio padre, a mia madre e a mia sorella, più grande di me di nove anni, di preparare l'albero. Perchè a casa mia anche l'albero veniva portato da Babbo Natale insieme con le ghirlande, i fili d'angelo, le candeline, le palle e gli altri oggettini di vetro gonfiato che lo addobbavano. Ed era sempre un pino alto fino al soffitto, enorme, perché così voleva mia madre in ricordo della sua terra russa.

Credo che nulla potrà mai restituirmi la magia di quel momento in cui i miei mi permettevano di entrare nella sala abbuiata dalle tapparelle abbassate e vedevo l'albero illuminato dalle candele e sotto, nella penombra, i pacchetti con i regali. Perche, certo, c'erano anche i regali, chiesti con regolare lettera, correttamente francobollata e indirizzata con precisione «a Babbo Natale, in Cielo»: i soldatini, il teatro delle marionette, un gioco di società, un libro di figure, kit del piccolo prestigiatore e per i bambini ricchi, ma davvero ricchi, il trenino elettrico. Povere cose, semplici cose, rispetto a quello che ricevono i bambini e i ragazzi d'oggi, abituati a ben altro e a girare col denaro in tasca, ma che per noi coniugavano la parola proibita, «felicità», perché, assieme a quelli del compleanno, erano i soli giochi che ricevevamo nell'arco di dodici mesi durante i quali avremmo dovuto fare con quelli o con quegli altri creati dalla nostra inesausta fantasia.

Oggi il Natale è una festa come un'altra. Anzi un «evento» come un altro. Vale la Pasqua, il carnevale, la Festa della mamma, del papà, dei fidanzati, un concerto dei Take That, l'arrivo di Madonna o di Robbie Williams, il Festival di Sanremo, la gara di Formula Uno, Wimbledon, i Campionati del mondo, i Campionati d'Europa, la Champions League, la Coppa Uefa, la Coppa delle coppe, il Festival di Venezia, quello di Cannes, le sfilate di moda di Milano, di Roma, di Parigi, di New York e gli altri mille «eventi» che ogni giorno le Tv ci rimandano da tutto il mondo.Le città accendono le loro luminarie e i negozi infiocchettano e abbelliscono le loro vetrine. Ma cosa possono mostrare di più e di diverso dalla cornucopia di beni di cui fanno offerta tutto l'anno? E che cosa può desiderare un ragazzo che ha già tutto? Per il quale il computer simula perfettamente quei giochi che noi ci dovevamo inventare con i tollini, con i tappi di sughero, con le latte, con le piste disegnate col gesso? Cosa può ancora vedere, cosa lo può incuriosire, dopo che la tivù gli ha fatto vedere tutto? Noi avevamo gli animali di terracotta e qualche volta -ed era un avvenimento -ci portavano allo zoo, questi hanno le trasmissioni di Piero Angela dove anche i misteriosi è mostruosi accoppiamenti negli abissi marini vengono svelati fin nel dettaglio.

Il Natale è una festa commerciale, come tutta la nostra vita. Per questo si comincia a battere la grancassa un mese prima. E' una sovraeccitazione drogata, pilotata, penosa, fastidiosa e inutile perché c'è poco da eccitare in una società estenuata, sfibrata, che vive in perenne stato di overdose. La felicità è un attimo che non può essere dilatato. E Natale non è più Natale perché adesso è Natale tutto l'anno.

Massimo Fini

via http://www.ilribelle.com

(un post serio ogni tanto...... scritto da chi sa scrivere)

sabato 16 febbraio 2019

festival

finalmente posso scrivere qualche riga sul festival di Sanremo. Prima non ho mai potuto perchè non l'ho mai veramente guardato. Questa volta invece mi è capitato di trovarmi nella stessa stanza con la tv accesa e mi sono lasciato incuriosire. La foto qui a fianco sta a dimostrare che non sto mentendo e mi immortala mentre ascolto tal Nino d'Angelo e un altro tipo che cantano in una lingua a me poco comprensibile (o forse avrei dovuto alzare il volume).
E niente. Questo è tutto quello che ho da dire su questa roba


lunedì 7 febbraio 2022

il mio post sul festival

Non ho mai realmente guardato il festival di Sanremo e per questo non se ne trova traccia in questo blog se non per alcuni cenni sparsi.

Quest'anno invece posso dire  di aver assistito a quasi tutta la puntata di sabato sera. Forse è vero che chi ha preso il covid-19 ha delle conseguenze seppur blande anche a livello celebrale, oppure (spero) la vittoria dei Maneskin del 2021 ha attirato la mia attenzione con un anno di ritardo, boh.

Potrei anche scrivere  qualcosa sulle canzoni che mi sono piaciute, chi mi ha sorpreso, chi mi ha deluso, ma credo che si sia già detto tutto, il mio parere conta nulla e questo post servirà solo a ricordarmi da vecchio quella volta in cui un sabato sera ho volutamente guardato il festival entrando ufficialmente nella terza età.

 

 

E niente, volevo anche esprimere la mia invidia per questo giovine che se mi abbracciava la Ferilli alla sua età probabilmente adesso scriverei su una tastiera in braille