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Niente da fare, c'è sempre troppo tifo...

mercoledì 9 settembre 2020

mattone

nel frattempo ho compiuto un altro giro intorno al sole su questo pianeta.

Quello che vedete qui sotto è quello che è rimasto pochi minuto dopo essere uscita dal frigo della torta di compleanno che gentilmente ha preparato mia madre.

In 11 anni di blog di certo ne avrò già parlato ma son sicuro di non aver mai postato la ricetta prima di tutto perchè non l'ho mai preparata (ma confido di farlo prima o poi) e poi perchè la consideravo un po' una ricetta di famiglia che veniva preparata in poche occasioni e per come è fatta non è semplice da fare in agosto quando fa molto caldo (anche se mia madre ha di certo qualche trucco per farla .... azoto liquido o altre diavolerie suppongo)

E' giunto il momento quindi di condividere col mondo questa ricetta anche perchè in rete ho scoperto che ci sono un sacco di varianti per cui probabilmente sarò uno dei tanti che la propone.

INGREDIENTI:

150g di burro o margarina

200g di zucchero

4 uova

90g di cacao amaro in polvere

biscotti secchi tipo Oro Saiwa

caffè (una moka da quattro dovrebbe bastare)

PROCEDIMENTO:

 preparare il caffè ...servirà freddo per cui fatelo prima :)

 

POI SI PREPARA LA CREMA:

- amalgamare in una terrina il burro lo zucchero e i tuorli delle uova

-aggiungere il cacao e mescolare

- successivamente incorporare gli albumi montati a neve


INFINE SI ASSEMBLA IL MATTONE:

- su un vassoio o un piatto da portata si disporranno strati di biscotti secchi precedentemente inzuppati nel caffè alternati a strati della crema fino ad esaurimento della crema 

- fare riposare qualche ora in frigorifero prima di servire


Sul web ho visto un sacco di foto di torte del genere e alcune sono veramente tristi, tipo quelli che lasciano l'ultimo strato con il biscotto a vista !!! No, non si fa !!! Sacrilegio !!! L'ultimo strato va ricoperto di crema e se possibile anche i bordi laterali del mattone; con una forchetta si potrebbero fare delle decorazioni semplicemente strisciandola sopra. Nei miei ricordi da bambino il mattone era decorato con una crema bianca burro-zuccherosa che veniva siringata sulla superficie facendo scritte augurali. Oppure quelli che fanno pochi strati e molto larga, tipo mattonella; se è una cosa voluta va bene, ma non è il mio mattone.

Bene, ora che sapete come rendere goduriosi alcuni momenti della vostra vita e dei vostri ospiti datevi da fare, COSTRUITE !

Per un mondo migliore !

domenica 6 settembre 2020

Ancora Canarie, Fuerteventura 2020 (9-16 agosto)

 In questo mese e mezzo di NON BLOG qualcosa è stato fatto, la maggior parte del tempo al lavoro ma la settimana di ferie di ferragosto questa volta ce la siamo goduta. Saltata la "ormai tradizionale" vacanza a giugno causa conseguenza della pandemia la mia consorte mi ha praticamente obbligato ad andare a Fuerteventura. Io forse mi faccio troppo condizionare dai media e un po' temevo potessero succedere cose strane durante un viaggio all'estero proprio quest'anno, mia moglie invece è più spregiudicata (a volte :D). Per fortuna le ho dato retta, la vacanza è stata praticamente senza intoppi. Iniziando dal viaggio aereo che non è stato propriamente low cost ma il fatto che ci fossero ancora pochi voli ha trasformato la permanenza negli aereoporti sia all'andata che al ritorno in un'esperienza tutto sommato rilassante.L'aereo era comunque quasi pieno.

All'arrivo dopo il ritiro dell'auto a noleggio ci siamo diretti a Corralejo dove abbiamo alloggiato questa settimana. Prima però una fermata al parque natural des dunas e un giro in centro perchè qualche spesa dovevamo pur farla.

Il pomeriggio lo abbiamo passato alle Grandes Playas de Corralejo a pochi minuti dall'appartamento, così da non perdere nemmeno un minuto di mare :D

Il vento sempre presente attira numerosi appassionati di sport acquatici, in questa zona il kite surf va per la maggiore e a una certa ora del pomeriggio il cielo è pieno di quei grandi acquiloni.

Il secondo giorno dedichiamo la mattina a un piccolo trekking salendo sul createre del Calderon Hondo, un vulcano spento sempre a pochi minuti di auto da dove alloggiamo. Il percorso è piuttosto semplice e ben segnalato e i turisti non sono pochi.


Dall'alto la vista spazia su un bel paesaggio desertico fino al mare nella zona di El Cotillo che raggiungeremo dopo la discesa per passare il resto della giornata nella zona delle lagunitas e la spiaggia della concha


il terzo giorno lo trascorriamo sempre sulla costa nord ovest dell'isola, dove le immense spiaggie raggiungibili tramite piste sterrate sono separate da alte scogliere. C'è davvero l'imbarazzo della scelta e alla fine decidiamo di mettere l'asciugamano a playa de Esquizo. La mattina praticamente deserta si anima un po' verso il pomeriggio quando dai camper parcheggiati sopra la spiaggia scendono numerosi surfisti.




Il Quarto giorno ci ha portati alla playa de la Solapa sempre sulla costa ovest ma decisamente verso sud. Una spiaggia segnalata in gruppo FB di villeggianti italiani sull'isola è stata una bella scoperta. Sabbia nera mista a sabbia marrone, la spiaggia enorme praticamente tutta per noi almeno fino alle 14 (il distanziamento sociale come piace a me :D), enormi massi che sembrano caduti dal cielo e anche una grotta dove ripararsi dal sole delle ore più calde.




Prima di finire la giornata siamo scesi anche alla playa de Garcey e il ritorno già col buio ci ha spinto sulla costa opposta fino a Puerto del Rosario per una cenetta frugale prima di rientrare alla base.

Il quinto giorno siamo scesi per 100 km verso sud sulla costa est fino alla zona di Costa Calma. Per chi non lo sapesse la costa occidentale il mare è sempre molto mosso e in alcune zone non è nemmeno consigliabile farsi il bagno, quella sud orientale invece malgrado il vento sia spesso fastidioso il mare è più tranquillo. La scelta è caduta su playa Esmeralda che ha una zona più selvaggia e tranquilla ma che è poco distante da una zona con hotel e servizi. Noi siamo selvaggi e non ne abbiamo approfittato. :D




Lasciamo la spiaggia a pomeriggio inoltrato che è praticamente deserta e scendiamo per altri 10 km fino a Morro Jable e la penisola de Jandia solo per ricordarci che anche questa volta non siamo andati a Cofete e alla sua spiaggia. La strada per raggiungerla non è per niente agevole e la mia Renault Clio è piuttosto spompata. Alla fine però scopriamo esserci un bus di linea che la raggiunge due volte al giorno e parte alle 10 del mattino dalla estacion de guaguas di Morro Jable. E il giorno successivo non perdiamo l'occasione e ci rifacciamo i 100 e più chilometri in macchina per essere a 9.45 alla fermata del bus.

Farò sicuramente un breve post a parte sulla playa de Cofete, qui lascio solo qualche foto di una spiaggia che sembra non finire mai e del suo mare impetuoso.





Il bus è passato a prenderci all 16 o giù di lì e dopo aver ripreso l'automobile abbiamo risalito l'isola passando prima per La Pared dove siamo andati a sgranocchiarci due patatine sopra la scogliera...

per poi finire la serata con il tramonto ad Ajui, un piccolo paese di pescatori con una bella spiaggetta nera nera e una passeggiata sulla scogliera dove è possibile ammirare le grotte scavate dal mare e un monumento naturale formato da una duna fossilizzatra erosa dal mare e dal vento. La deviazione ne è valsa la pena.


l'ultimo giorno l'abbiamo dedicato a del sano shopping mattutino e poi ci siamo recati ancora alle Grandes Playas che di chilometri in macchina negli ultimi tre giorni ne avevamo fatti anche troppi.


E' stata una vacanza davvero bella, rilassante e trascorrendo la maggior parte delle giornate in luoghi non coperti dal segnale telefonico siamo stati praticamente disconnessi. E' stato solo verso la fine della settimana che i figli hanno iniziato a mandarci messaggi allarmanti riguardanti tamponi obbligatori e ripresa dei contagi. E credo sia stata emessa anche qualche ordinanza dal governo spagnolo perchè di punto in bianco la sera di ferragosto tutti (ma proprio tutti) indossavano la mascherina anche nei luoghi aperti mentre prima sembrava (giustamente) non obbligatoria. Tutto ciò non ha rovinato la vacanza e abbiamo guadagnato anche due tamponi da effettuare in ospedale dopo l'arrivo (negativi...).

L'emergenza covid però ha colpito anche qui, molte attività nei centri urbani le trovavi chiuse, compresi un paio di ristorantini dove eravamo stati tre anni fa e in cui saremmo tornati volentieri. Qui vivono praticamente solo di turismo e si prospettano purtroppo per loro tempi davvero duri.

Tre anni fa scrivevo che sarei tornato volentieri qui ... e siamo tornati. E' difficile non innamorarsi di quest'isola.

Adios Fuerteventura