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Tutta la vita passata a cercare la chiave, quando la porta è sempre stata aperta 🚪

domenica 14 giugno 2020

cose di casa - post n. 5

Come molti abitanti dell'emisfero occidentale se guardo in casa mi è capitato di pensare di aver bisogno di più spazio, di non saper dove mettere la roba. Se poi sei come me figlio di una tradizione contadina dove la parola d'ordine è "non si deve buttare niente" allora ci si rende conto che in una vita stiamo accumulando "cose" di scarso valore, se non affettivo, che occupano solo spazio e creano disordine. Se poi ci metti che vivi con altri esseri umani che non disprezzano lo shopping e che se possono portano a casa un po' di altra paccottiglia rischi di ritrovarti a vivere in un campo rom di quelli che si vedono ai telegiornali (che quelli che ho visto io in alcune zone del bresciano sono già meglio di casa mia...). Per cui io già da qualche anno mi dedico ad un sano e consapevole "decluttering".

Ho cominciato una volta l'anno dedicandomi principalmente al mio armadio seguendo questo schemino trovato da qualche parte sul web. Sembra una cazzata ma se uno apre l'armadio trova il mondo e un sacco di vestiti che non metterà più ma che teneva perchè ...chissà potrei dimagrire... ...il color kakka tornerà di moda... ...questo nella bara mi farà fare un figurone... ...no, questo lo usavo a 16 anni non lo posso buttare... ...ecc ecc...
Alla fine c'è più ordine e trovo più facilmente le cose. Sto pian piano applicando lo schema anche ad altre cose presenti nel mio "castello", se mi impegno in alcune stanze si sentirà l'eco tra qualche anno :D

Tutto questo per dire che durante il lockdown mi figlia che vive altrove da alcuni anni ma aveva lasciato "alcune cosette" da noi perchè ...non si sa mai... (vedi sopra :D) ha deciso di togliere qualche cosuccia dalla sua vecchia stanza.
Qui sotto il risultato di un paio di giorni di cernita, alla fine solo di vestiti erano più di 30 kg mentre le scarpe non le ho ancora buttate perchè avevo in mente di farci un monumento alla follia della donna ...oppure provo a venderle :D


La cosa migliore da fare però sarebbe quella di smetterla di comprare tutto quello che ci passa per la testa.

PS: Questo qui sotto è quello che mettevo a sedici anni e non lo butto ...
...ci farò un figurone nella bara... :)))))

giovedì 11 giugno 2020

Razzismi

In periodo di tumulti mondiali per la popolazione esasperata per tanti e (forse) troppi motivi mi ha fatto sorridere la notizia rilanciata da una  pagina semisatirica su facebook presa dalla Provincia di Como dove una catena di supermercati in Svizzera toglierà dai propri scaffali "i moretti" per le proteste di nonsapreichi che accusa il prodotto (o i produttori) di razzismo.

In Italia, forse più sensibili al business che all'antirazzismo (ma questo è un mio parere), mi ero già accorto che qualcosa era cambiato nel mondo dei golosi di "moretti": una ditta produce questi dolcetti poco lontano dal mio paesello che storicamente vendeva col nome NEGRETTINI e l'ultima volta  che li ho acquistati sulla confezione non c'era traccia di negri, negretti, negrettini, moretti, moretto, testa di moro o quant'altro possa apparire offensivo o urtare la sensibilità di chi """"si batte contro il razzismo""".


Per intenderci. essendo goloso, ogni volta che mangiavo un NEGRETTO non immaginavo di certo di azzannare una persona di colore un negro (e lasciatemelo dire anche se non è più di moda) ma di affondare le fauci in quel godurioso pastolotto alla vaniglia dopo aver rotto la sottilissima crosticina di cioccolato (o di un suo probabile surrogato!).

Credo che le esagerazioni non vadano mai bene e quella di cambiare un nome a quel dolcetto perchè """qualcuno""" pensa che sia razzista per me è un po' una stronzata.

mercoledì 10 giugno 2020

editoriale fantapolitico

Il futuro potrebbe regalarci sorprese inaspettate, da persone insospettabili.
Rischiamo addirittura la pace nel mondo.
Vi lascio un breve video che vale più di mille parole.
Buona "visione" ! :D