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martedì 1 marzo 2011

il cigno nero

Premessa:
Non c’è assolutamente nessun motivo che mi possa spingere ad andare a vedere questo film, un thriller psicologico ambientato nel mondo della danza classica, tranne che ho una moglie e una figlia che mi obbligheranno a portarle e solo perché la protagonista è una ballerina di danza classica, non per altri aspetti (spero non restino deluse quando scopriranno che non stiamo guardando Step Up 3D)


Ed eccoci di sabato sera diretti alla multisala di un paese vicino, la quale si differenzia dalle multisala della big city dal fatto che è un po’ come un cinema parrocchiale dove alla fine del primo tempo c’è l’intervallo e cinque minuti per potersi guardare in faccia, commentare, andare a pisciare o a spendere…… per il resto è un cinema moderno con belle sale, poltrone ultracomode e secchi di pop corn venduti a prezzi da capogiro.
La trama? Per la nuova stagione del balletto di un prestigioso teatro niUiorchese il coreografo e capo della baracca decide di scegliere una nuova prima ballerina per una sua versione personale del  lago dei cigni. Sceglie Nina abilissima ballerina e perfetta per le qualità tecniche, ma con molti limiti dal punto di vista della personalità, condizionata dalla madre iper apprensiva\protettiva che ha scaricato su di lei tutte le sue frustrazioni di ballerina fallita (una carriera “stroncata” dalla nascita di Nina appunto) e comunque inadatta a impersonare il ruolo del cigno nero nel quale si dovrebbe esprimere danzando tutta la voglia di sedurre (il primo ballerino, ma soprattutto il pubblico) e di peccare: Nina balla questo ruolo come se fosse “frigida” e passerà buona parte del film nella ricerca di far emergere faticosamente questo suo “lato oscuro” che la condurrebbe ad un’interpretazione perfetta; il coreografo trova più adatta al ruolo un’altra ballerina, Lilì descrivendo il suo modo di danzare con “ lei è il sesso”, ma quest’ultima non è così brava da fare anche la parte del cigno bianco.
È passata più di un’ora, fine primo tempo, intervallo: quelli al mio fianco parlano senza mezzi termini di “mattone”, qualcuno se ne va, io indifferente ciuccio il mio ciupa, ma l’importante è che le mie signore siano soddisfatte, magie della danza classica e dei loro sogni irrealizzati.
Il peso delle frustrazioni materne, mal sopportate da Nina (vedi autolesionismo, vomito) sempre alla ricerca della sua approvazione lasciano il posto  poco per  volta ad una nuova Nina tirata fuori da Lilì in una serata tra amiche a base di alcol e droga:
 Nina accetta malgrado la madre le voglia impedire di andare  perché sa che se vuole far uscire dal suo essere il cigno nero lo potrà fare solo fuori da quella casa con altri stimoli; alcol e droga la portano in un trip che troverà l’epilogo solo alla fine del film ma che durante la visione lo spettatore medio (io) ha l’impressione che termini solo alla fine della serata dopo la bella scena di sesso saffico (el m’è ignit dùr……).
Le due personalità di Nina emergono e si scontrano fino alla prima del balletto (il fatto che Nina sia già un po’ fuori di testa già dall’inizio del film lo si nota nelle scene in cui lei vede la sua immagine riflessa negli specchi e nelle vetrate della metro) e al suo finale, assolutamente perfetto, come voleva la protagonista.
Un film sul balletto, sulla schizofrenia, c’è anche un po’ di sesso e di sangue, che volete di più? A me è piaciuto.

PS: Natalie Portman vincerà l'oscar, glielo darò io! Scusate ma avevo scritto la bozza domenica e poi non l'ho pubblicata: Natalie Portman HA VINTO L'OSCAR..... MERITATISSIMO!!!!!!!


3 commenti:

  1. A me è piaciuto molto!!!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!! :-D

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  2. Grazie mille anche per il commento odierno :-D

    CIAO!!!

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  3. In effetti la tua osservazione sul mio fumetto è giusta :-D

    Grazie mille per il commento, CIAO!!! :-D

    RispondiElimina

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