Sample Text

Niente da fare, c'è sempre troppo tifo...

giovedì 25 febbraio 2021

la migrazione

faraonica (ex)sede di UBI a Brescia
 Salve a tutti, questo post è redatto per informarvi sull'ondata migratoria in atto in questi giorni in tutto il nord Italia o parte di esso. E no, vergando queste righe non si vuole parlare di chi fugge da guerre o carestie, di chi sogna una vita migliore nella civilissima Europa, di chi viene a cercare il suo pezzo di pane per aiutare la famiglia rimasta in patria, ma si vuole parlare solo ed esclusivamente di vil denaro.

E la migrazione in corso è quella degli (ormai)ex clienti UbiBanca verso IntesaSanPaolo che ha acquisito la banca ormai alcuni mesi fa. E fin qui nulla da dire.

Sta di fatto che Intesa ha ceduto un ramo d'azienda, ovvero alcuni degli sportelli di UBI, al gruppo Bper che pur essendo per me semisconosciuta è fra le 8-10 banche con maggior capitalizzazione in Italia. Per cui nulla da dire.

Lo scorso fine settimana c'è stato un blocco tecnico degli sportelli, dei bancomat e dei portali di internet banking per permettere di organizzare al meglio la "migrazione" dei conti da una banca all'altra che sarebbe iniziata il 22/2. In famiglia e tra i miei conoscenti ci sono molte persone che avevano un conto con Ubi essendo una banca nata e cresciuta nel territorio in cui viviamo e non ho ancora indagato sullo stato della loro operazione di trasferimento.

Io con la banca avevo una prepagata e il mese scorso mi era già arrivata a casa quella sostitutiva con un bel corredo di istruzioni sul da farsi per attivarla dal 22/2. E io che non sono matto del tutto il giorno fatidico me ne sono altamente sbattuto perchè immaginavo che si sarebbero tutti precipitati davanti al pc, o attaccati al telefono per chiamare il servizio clienti o direttamente allo sportello per la fatidica migrazione.

Ci ho provato oggi poco dopo cena, un orario in cui il correntista medio suppongo non pensi ai propri mutui. E invece pare che anche stasera in tanti tentassero di migrare senza successo per dei non ben spiegati disservizi secondo me dovuti al sovraccarico dei server. 

La Bper ha anche una sua pagina Facebook dove con un post in evidenza si scusava per i disagi ma con migliaia di commenti di seguito di utenti esasperati da giorni di inoperatività o inaccessibilità dei propri conti. Onestamente anch'io ho postato il mio disappunto perchè dopo tre giorni non mi aspettavo che non fossero ancora in grado di gestire la cosa.

Ma quasi per magia, come se il mio breve commento carico d'odio (il commento era: "che schifo") avesse sortito un qualche effetto il sistema ha cominciato a funzionare e in cinque minuti ero nel pieno possesso della mia carta prepagata e del saldo astronomico di ben 300 euro.

Anche le migrazioni "virtuali" evidentemente hanno i loro rischi e problemi.

Ogni tanto ci penso quando sento dire che si vuol passare completamente all'uso della moneta elettronica, che sarebbe una gran cosa, che si combatterebbe sicuramente l'evasione, che è comoda e tante altre belle e nobili caratteristiche, che se c'è mezza giornata di black out o di down del server di qualche grossa banca è facile che si scateni il panico e non mi sento di escludere scene di guerriglia urbana, assalti ai supermercati, tafferugli e chi più ne ha più ne metta. Ok forse sto esagerando 😆😆😆


3 commenti:

  1. Da ex bancario posso dirti che quando c'è una fusione di mezzo, diventa più facile prenotare un vaccino anticovid a domicilio.. ;)

    RispondiElimina
  2. Sono contenta che sia finita bene. Io non ho un conto nè alla Ubi, nè all'Intesa San Paolo, però , dal bancomat della Ubi , ritiravo spesso i soldo allo sportello del centro commerciale dove faccio la spesa,dato che sn già là e ho visto ieri che c'è un cartello che dice che solo chi ha un conto alla Ubi, ora, può usare il bancomat. Io ce l'ho all'Unicredit e dovrò andare là. Saluti.

    RispondiElimina
  3. Ci son passata anche io e ne sono uscita con l'aiuto della gentilissima impiegata nella sede di Como

    RispondiElimina

commenti? fate vobis