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martedì 6 settembre 2011

Esco a fare un giro in bici: (giorno 5 - San Quirico d'Orcia - Viterbo)

un casolare
12 agosto 2011

val d'Orcia
Oggi sveglia alle 7 ma mi sento stranamente inquieto: la tappa di ieri mi ha lasciato le prime vesciche sulle mani e sul sedere e comunque non mi sento di buon umore. Tutti gli altri pellegrini sono già partiti mentre la coppia di ciclisti di Asti non da segni di vita :-)

Faccio una bella colazione in un baretto in paese e controllo la guida che ieri ero troppo cotto per organizzare il percorso di oggi. Alle otto sono in sella di nuovo, destinazione Radicofani. Poco dopo la partenza mi ritrovo su una bella sterrata con ripidi saliscendi: se ormai ho imparato ad affrontare le salite più ripide con pazienza e umiltà (scendendo e spingendo la bici per intenderci) non mi sono ancora abituato a fare certe discese a dieci all'ora con i freni sempre tirati. Passo da Bagno a Vignoni ma devo aver interpretato male le indicazioni e  stupidamente non vedo praticamente nulla.


la Toscana - vista da lassù
Poco per volta riprendo tutti i pellegrini partiti di buon'ora da san Quirico. Chi sta già riposando seduto contro il muro di un casolare, chi arranca in salita, chi cammina tranquillamente a lato della statale praticamente priva di traffico che attraversa il bellissimo paesaggio della val d'Orcia, ognuno col suo passo, tutti diretti a Roma.
verso Radicofani

Radicofani - la fortezza












La salita verso Radicofani (850 m s.l.m.) non è dura, tranne il tratto che porta alla fortezza che ho fatto spingendo la bici rincuorato dal sorriso di una nonnina che stava passeggiando anche lei nella mia stessa direzione. Dopo la visita scendo al paese, sono le  dieci e mezza e dopo tutta questa fatica ci vuole uno spuntino.
dalla "caciaia"
Radicofani
Mi fermo in una bottega in una piazzetta dove una simpaticissima signora (Silvana ?!?) mi fa un bel panino con la mortadella. Fuori dal negozio c'è ombra e posto per sedersi. Incontro anche l'ospitalero di Radicofani che era lì per fare la spesa e che nota subito la mia "condizione" umana di pellegrino sulla via Francigena. Parliamo un po', se non sbaglio si chiama Fernando, fa parte della confraternita di san Jacopo di Compostela, e tra le varie cose mi parla dei suoi viaggi in bici... lui è un ciclista vero, non il sottoscritto ;-)

discesa!!!
Ma è già ora di partire. Dopo un paio di tornanti prendo una bella sterrata e faccio un'altra ripida discesa che la guida descrive come "tratto suggestivo di 9 km" ma io metterei una nota: da fare come se si dovesse pedalare sulle uova! in alcuni punti il fondo è piuttosto sconnesso e si può rischiare di danneggiare la bici (e l'osso del collo).


Acquapendente


Riprendo la Cassia che non abbandono più fino al mio arrivo a Acquapendente e anche qui una salita ripidissima prima di arrivare in paese. Ormai non sono più in Toscana, ma sono nel Lazio e (concedetemi questa battuta) si nota subito la differenza dal comportamento degli automobilisti locali :-D. Anche qui trovo il mercato nelle vie del centro; sarà l'orario, sarà forse la vicinanza con il turistico lago di Bolsena, o sarà il caldo, ma il traffico automobilistico è davvero caotico. Gironzolo per il centro, trovo l'ingresso dell'ospitale che a quest'ora, sono quasi le tredici, è chiuso. Entro nella cattedrale del santo sepolcro ad ammirare la splendida cripta del XXII secolo
Acquapendente - la cripta
Acquapendente - la cripta
Il caos di questa cittadina però mi mette ansia, me ne vado anche se sarebbe ora di pranzare. Pochi chilometri fuori Acquapendente ed è già tutto più tranquillo. Passo san Lorenzo Nuovo e arrivo a Bolsena.

lago di Bolsena

Bolsena


Bolsena
lungolago (Bolsena)
Prima di visitare il centro storico mi concedo un po' di riposo su una panchina sul lungolago. Mangio un po' di frutta e un gelato e mi passa la stanchezza. Comincio anche ad organizzarmi per la notte che non ho ancora deciso dove fermarmi. Altri 35 km e potrei arrivare a Viterbo, chiamo uno dei numeri e prenoto un letto dalle suore adoratrici del sangue di Cristo: spero di arrivarci ma parto subito col piede sbagliato: fuori dal centro storico invece di seguire le indicazioni della guida corro dietro ai segnavia bianco/rossi che per un po' sono costanti, poi in un sentiero dentro un bosco finiscono e non ne trovo più. Ho già fatto anche un po' di salita,scavalcato un albero caduto e un guadato un tratto di strada fangoso e non mi va di tornare indietro. Proseguo orientandomi col sole, poi raggiunta una strada asfaltata deserta (SP Bolsenese) fermo l'unica macchina che passava e una signora molto gentile mi da qualche indicazione approssimativa dalla quale intuisco che sono piuttosto vicino a Orvieto. Ma si sa, tutte le strade portano a Roma e proseguendo sulla mia personalissima variante raggiungo prima delle diciassette Montefiascone.


Montefiascone

S.Flaviano (Montefiascone)

il belvedere (Montefiascone)

Montefiascone
Mi fermo a S. Flaviano dove non ho scattato nessuna foto dell'interno molto bello  per non disturbare l'unica persona presente che stava pregando (di solito non mi faccio di questi problemi!). In centro mi faccio timbrare la credenziale nell'ufficio turistico e mi fermo ad ammirare il lago di Bolsena da quassù.
preziose indicazioni
la Cassia antica

"sulla" Cassia antica

Viterbo







Viterbo

Viterbo










Lascio anche Montefiascone nello stesso modo in cui sono spesso uscito da altre città, nel tentativo di seguire solamente i segnavia lasciati dai volontari che si sono occupati di tracciare la via, questa volta però è andata bene, arrivo brevemente sul tratto di Cassia antica dove pedalare, anche stavolta in discesa, è davvero difficile: mi sembra di scendere le scale!! Eppure questo tratto è proprio ricco di fascino e di storia: anche stavolta ne è valsa la pena.
Faccio fino a Viterbo quasi tutte strade bianche, piuttosto disastrate a dire il vero, ma la vicinanza dell'arrivo mi ha messo di buon umore. Passo dalle terme del Bagnaccio, delle vasche termali in aperta campagna dove chi vuole, "a gratis" può farsi un bagno: sono troppo accaldato per accomodarmi in una vasca di acqua calda e poi è già tardi.
Viterbo

A tentoni raggiungo il convento che mi ospiterà per la notte: la suora che si occupa di me è molto gentile.
La stanza è una singola pulita e fresca, ma stavolta (grave dimenticanza!!) non ho fatto la foto.
Viterbo un po' la conosco, nel 91 ho passato qui un mese per il militare; non penso di aver tempo di visitarla stasera, domani prima di partire pedalerò un po' per il centro.
Viterbo
Per la cena vado in una pizzeria al taglio dove divoro due focacce e tre tranci di pizza accompagnati da un paio di birre. In pizzeria conosco David, un pellegrino francese ospite delle suore, parliamo un po' della via Francigena, del cammino di Santiago. Mi mette la pulce nell'orecchio accennandomi alla variante Cimina per la tappa di domani.

Io domani arriverò a Roma, mancano meno di cento chilometri.


132 km anche oggi

6 commenti:

  1. Ma che meraviglia.

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  2. @ cooksappe: sono già tornato!!! :o)
    @ lario: grazie a te!

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  3. Di nulla e grazie anche per il commento di oggi :)

    CIAO!!!

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  4. Grazie grazie anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

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  5. Grazie anche per il commento di oggi e buon fine settimana :-)

    CIAO!!!

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