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sabato 24 ottobre 2026

Canarie in ottobre (di nuovo): Fuerteventura 2026

Anche quest'anno ho lavorato (poco ad onor del vero) ad agosto per cui ho spostato le vacanze estive in autunno e a grande richiesta 😁siamo tornati a Fuerteventura, ormai è la quarta volta e per chi come me cercava di cambiare meta ogni anno sta diventando invece un'abitudine.

Non siamo stati troppo fortunati con gli orari degli aerei e non volendo fare scali mi sono organizzato partendo venerdì 9 ottobre con arrivo dopo le 20 e rientro sabato 17 partendo dall'isola prima delle 10 del mattino perdendo in pratica un giorno di ferie ma che ci vuoi fare, di meglio non ho trovato in quella settimana.

Come lo scorso anno ho prenotato un appartamento a Caleta de Fuste a pochi minuti dall'aeroporto, ma a differenza dell'ultima volta dove eravamo in centro al paese ho scelto di alloggiare in collina, a circa 20 minuti a piedi zona tranquilla, con facilità di parcheggio e vista sull'oceano che non guasta. Oltretutto siamo stati molto fortunati, l'appartamento era super attrezzato e fornito, non ci siamo nemmeno comprati il caffè per dire.

C'era anche una bella piscina (sempre con vista mare) che stavolta abbiamo anche sfruttato in un'occasione.

Arrivando tardi sapevo con non avremmo potuto fare la spesa per cui ci siamo portati dall'Italia l'occorrente per farci una pasta col tonno, ormai vero e proprio rito propiziatorio delle nostre vacanze dal 2015. Dopo cena però ci siamo sgranchiti le gambe passeggiando fino in centro dove c'era una piccola festa di paese  (dedicata a una qualche madonna....) con cibo, giochi e musica, un modo di passare un po' di tempo tra i "local" 😍

domenica 4 ottobre 2020

playa de Cofete

Dovevo fare un post sulla gita alla Playa de Cofete.

La strada terribile per raggiungerla soprattutto se hai una macchina bassa come quella che avevamo noi una Clio del cavolo, ma visto che molti alla fine dei 15 km di strada ci sono arrivati anche con camper o con furgoncini  credo non sia impossibile arrivarci e bisogna solo avere un po' di sangue freddo, l'autista e (soprattutto) i passeggeri :D







Modo alternativo per raggiungere Cofete è farlo a piedi: al cimitero di Morro Jable si può parcheggiare la macchina e si segue un sentiero segnalato che si chiama il cammino de gran Valle un trekking di 6-7 km, circa 2 ore e mezza di strada nell'insolito paesaggio lunare della penisola di jandia. Noi malgrado amiamo fare queste cose avevamo preparato una valigia molto essenziale per cui niente scarpe da trekking. Io avevo solo un paio di scarpe da ginnastica leggera che ho usato per salire sul Calderon Hondo e mi sono fatto anche male con una pietra appuntita per cui ho dovuto rinunciare alla passeggiata.

In realtà noi ci siamo arrivati. Come dicevo ho preso un bus di linea (LINEA 111) bus particolare perché 4 x 4 e portava solo 20 persone guidato da un autista che è davvero un fenomeno, si vede che guida tutti i giorni su quella strada. Il bus si prende direttamente alla stazione degli autobus di Morro jable alla modica cifra di €8,90 a tratta e a persona per cui non poco per un percorso di 16 km con un limite stradale di 40 all'ora e minimo 40 minuti di strada. Alla fine per il tipo di tragitto e per come guidava l'autista è stata un'esperienza da "ricordare" e mi spiace non essere riuscito a fare un video migliore di quello che purtroppo non vedrete mai.






A metà strada circa il bus si è fermato a una sorta di piccolo passo da dove si può ammirare il paesaggio dall'alto: forse sarà stata la giornata forse è una cosa normale ma c'era un vento incredibile da portarti via di mano la macchina fotografica o il cellulare.



 

La fermata dell'autobus a Cofete è praticamente in spiaggia (c'è un palo di legno con gli orari) dove sono parcheggiate le altre vetture e si raggiunge dopo aver attraversato il piccolo villaggio di circa una ventina di case e un ristorante. Praticamente in spiaggia c'è il vecchio cimitero di Cofete con le tombe coperte dalla sabbia. In lontananza, staccata dal resto del villaggio, si vede villa Winter sulla quale aleggiano dicerie e misteri dai tempi della seconda guerra mondiale.


 




Non ci sono servizi e il mare impetuoso dovuto anche all'incontro di due correnti oceaniche potrebbe far diventare la nuotata in queste acque il mio ultimo bagno :D

Non resta che passeggiare sulla lunga infinita distesa di sabbia; noi abbiamo camminato per più di un'ora senza nemmeno arrivare a metà. Con tutto questo spazio a disposizione il distanziamento sociale imposto dalla pandemia non è un problema.












alla fine troviamo il nostro spazio, il mattino non è ancora uscito il sole ma il vento asciuga rapidamente la sabbia bagnata dall'alta marea o da una mareggiata notturna. Ogni tanto passa qualcuno  e dietro di noi verso le montagne si vede un pastore e qualche capra.



alla fine il sole è uscito e preso coraggio mi sono fatto anche un bagno divertendomi come un bambino che gioca con le onde; la corrente anche vicino alla riva non scherza davvero e in un paio di occasioni mi sono capottato bevendomi buona parte dell'oceano Atlantico :D

L'unica pecca di esserci venuti col bus è che col bus bisogna tornare. A 16.40 l'ultima corsa e questa volta mi siedo a fianco dell'autista col finestrino dal lato degli strapiombi.



su Youtube ho trovato questo video carino che rende bene l'idea della strada


e quest altro che rende l'idea di tutto il resto

.

buona visione


domenica 6 settembre 2020

Ancora Canarie, Fuerteventura 2020 (9-16 agosto)

 In questo mese e mezzo di NON BLOG qualcosa è stato fatto, la maggior parte del tempo al lavoro ma la settimana di ferie di ferragosto questa volta ce la siamo goduta. Saltata la "ormai tradizionale" vacanza a giugno causa conseguenza della pandemia la mia consorte mi ha praticamente obbligato ad andare a Fuerteventura. Io forse mi faccio troppo condizionare dai media e un po' temevo potessero succedere cose strane durante un viaggio all'estero proprio quest'anno, mia moglie invece è più spregiudicata (a volte :D). Per fortuna le ho dato retta, la vacanza è stata praticamente senza intoppi. Iniziando dal viaggio aereo che non è stato propriamente low cost ma il fatto che ci fossero ancora pochi voli ha trasformato la permanenza negli aereoporti sia all'andata che al ritorno in un'esperienza tutto sommato rilassante.L'aereo era comunque quasi pieno.

All'arrivo dopo il ritiro dell'auto a noleggio ci siamo diretti a Corralejo dove abbiamo alloggiato questa settimana. Prima però una fermata al parque natural des dunas e un giro in centro perchè qualche spesa dovevamo pur farla.

Il pomeriggio lo abbiamo passato alle Grandes Playas de Corralejo a pochi minuti dall'appartamento, così da non perdere nemmeno un minuto di mare :D

Il vento sempre presente attira numerosi appassionati di sport acquatici, in questa zona il kite surf va per la maggiore e a una certa ora del pomeriggio il cielo è pieno di quei grandi acquiloni.

Il secondo giorno dedichiamo la mattina a un piccolo trekking salendo sul createre del Calderon Hondo, un vulcano spento sempre a pochi minuti di auto da dove alloggiamo. Il percorso è piuttosto semplice e ben segnalato e i turisti non sono pochi.


Dall'alto la vista spazia su un bel paesaggio desertico fino al mare nella zona di El Cotillo che raggiungeremo dopo la discesa per passare il resto della giornata nella zona delle lagunitas e la spiaggia della concha


il terzo giorno lo trascorriamo sempre sulla costa nord ovest dell'isola, dove le immense spiaggie raggiungibili tramite piste sterrate sono separate da alte scogliere. C'è davvero l'imbarazzo della scelta e alla fine decidiamo di mettere l'asciugamano a playa de Esquizo. La mattina praticamente deserta si anima un po' verso il pomeriggio quando dai camper parcheggiati sopra la spiaggia scendono numerosi surfisti.




Il Quarto giorno ci ha portati alla playa de la Solapa sempre sulla costa ovest ma decisamente verso sud. Una spiaggia segnalata in gruppo FB di villeggianti italiani sull'isola è stata una bella scoperta. Sabbia nera mista a sabbia marrone, la spiaggia enorme praticamente tutta per noi almeno fino alle 14 (il distanziamento sociale come piace a me :D), enormi massi che sembrano caduti dal cielo e anche una grotta dove ripararsi dal sole delle ore più calde.




Prima di finire la giornata siamo scesi anche alla playa de Garcey e il ritorno già col buio ci ha spinto sulla costa opposta fino a Puerto del Rosario per una cenetta frugale prima di rientrare alla base.

Il quinto giorno siamo scesi per 100 km verso sud sulla costa est fino alla zona di Costa Calma. Per chi non lo sapesse la costa occidentale il mare è sempre molto mosso e in alcune zone non è nemmeno consigliabile farsi il bagno, quella sud orientale invece malgrado il vento sia spesso fastidioso il mare è più tranquillo. La scelta è caduta su playa Esmeralda che ha una zona più selvaggia e tranquilla ma che è poco distante da una zona con hotel e servizi. Noi siamo selvaggi e non ne abbiamo approfittato. :D




Lasciamo la spiaggia a pomeriggio inoltrato che è praticamente deserta e scendiamo per altri 10 km fino a Morro Jable e la penisola de Jandia solo per ricordarci che anche questa volta non siamo andati a Cofete e alla sua spiaggia. La strada per raggiungerla non è per niente agevole e la mia Renault Clio è piuttosto spompata. Alla fine però scopriamo esserci un bus di linea che la raggiunge due volte al giorno e parte alle 10 del mattino dalla estacion de guaguas di Morro Jable. E il giorno successivo non perdiamo l'occasione e ci rifacciamo i 100 e più chilometri in macchina per essere a 9.45 alla fermata del bus.

Farò sicuramente un breve post a parte sulla playa de Cofete, qui lascio solo qualche foto di una spiaggia che sembra non finire mai e del suo mare impetuoso.





Il bus è passato a prenderci all 16 o giù di lì e dopo aver ripreso l'automobile abbiamo risalito l'isola passando prima per La Pared dove siamo andati a sgranocchiarci due patatine sopra la scogliera...

per poi finire la serata con il tramonto ad Ajui, un piccolo paese di pescatori con una bella spiaggetta nera nera e una passeggiata sulla scogliera dove è possibile ammirare le grotte scavate dal mare e un monumento naturale formato da una duna fossilizzatra erosa dal mare e dal vento. La deviazione ne è valsa la pena.


l'ultimo giorno l'abbiamo dedicato a del sano shopping mattutino e poi ci siamo recati ancora alle Grandes Playas che di chilometri in macchina negli ultimi tre giorni ne avevamo fatti anche troppi.


E' stata una vacanza davvero bella, rilassante e trascorrendo la maggior parte delle giornate in luoghi non coperti dal segnale telefonico siamo stati praticamente disconnessi. E' stato solo verso la fine della settimana che i figli hanno iniziato a mandarci messaggi allarmanti riguardanti tamponi obbligatori e ripresa dei contagi. E credo sia stata emessa anche qualche ordinanza dal governo spagnolo perchè di punto in bianco la sera di ferragosto tutti (ma proprio tutti) indossavano la mascherina anche nei luoghi aperti mentre prima sembrava (giustamente) non obbligatoria. Tutto ciò non ha rovinato la vacanza e abbiamo guadagnato anche due tamponi da effettuare in ospedale dopo l'arrivo (negativi...).

L'emergenza covid però ha colpito anche qui, molte attività nei centri urbani le trovavi chiuse, compresi un paio di ristorantini dove eravamo stati tre anni fa e in cui saremmo tornati volentieri. Qui vivono praticamente solo di turismo e si prospettano purtroppo per loro tempi davvero duri.

Tre anni fa scrivevo che sarei tornato volentieri qui ... e siamo tornati. E' difficile non innamorarsi di quest'isola.

Adios Fuerteventura