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Niente da fare, c'è sempre troppo tifo...

domenica 4 ottobre 2020

playa de Cofete

Dovevo fare un post sulla gita alla Playa de Cofete.

La strada terribile per raggiungerla soprattutto se hai una macchina bassa come quella che avevamo noi una Clio del cavolo, ma visto che molti alla fine dei 15 km di strada ci sono arrivati anche con camper o con furgoncini  credo non sia impossibile arrivarci e bisogna solo avere un po' di sangue freddo, l'autista e (soprattutto) i passeggeri :D







Modo alternativo per raggiungere Cofete è farlo a piedi: al cimitero di Morro Jable si può parcheggiare la macchina e si segue un sentiero segnalato che si chiama il cammino de gran Valle un trekking di 6-7 km, circa 2 ore e mezza di strada nell'insolito paesaggio lunare della penisola di jandia. Noi malgrado amiamo fare queste cose avevamo preparato una valigia molto essenziale per cui niente scarpe da trekking. Io avevo solo un paio di scarpe da ginnastica leggera che ho usato per salire sul Calderon Hondo e mi sono fatto anche male con una pietra appuntita per cui ho dovuto rinunciare alla passeggiata.

In realtà noi ci siamo arrivati. Come dicevo ho preso un bus di linea (LINEA 111) bus particolare perché 4 x 4 e portava solo 20 persone guidato da un autista che è davvero un fenomeno, si vede che guida tutti i giorni su quella strada. Il bus si prende direttamente alla stazione degli autobus di Morro jable alla modica cifra di €8,90 a tratta e a persona per cui non poco per un percorso di 16 km con un limite stradale di 40 all'ora e minimo 40 minuti di strada. Alla fine per il tipo di tragitto e per come guidava l'autista è stata un'esperienza da "ricordare" e mi spiace non essere riuscito a fare un video migliore di quello che purtroppo non vedrete mai.






A metà strada circa il bus si è fermato a una sorta di piccolo passo da dove si può ammirare il paesaggio dall'alto: forse sarà stata la giornata forse è una cosa normale ma c'era un vento incredibile da portarti via di mano la macchina fotografica o il cellulare.



 

La fermata dell'autobus a Cofete è praticamente in spiaggia (c'è un palo di legno con gli orari) dove sono parcheggiate le altre vetture e si raggiunge dopo aver attraversato il piccolo villaggio di circa una ventina di case e un ristorante. Praticamente in spiaggia c'è il vecchio cimitero di Cofete con le tombe coperte dalla sabbia. In lontananza, staccata dal resto del villaggio, si vede villa Winter sulla quale aleggiano dicerie e misteri dai tempi della seconda guerra mondiale.


 




Non ci sono servizi e il mare impetuoso dovuto anche all'incontro di due correnti oceaniche potrebbe far diventare la nuotata in queste acque il mio ultimo bagno :D

Non resta che passeggiare sulla lunga infinita distesa di sabbia; noi abbiamo camminato per più di un'ora senza nemmeno arrivare a metà. Con tutto questo spazio a disposizione il distanziamento sociale imposto dalla pandemia non è un problema.












alla fine troviamo il nostro spazio, il mattino non è ancora uscito il sole ma il vento asciuga rapidamente la sabbia bagnata dall'alta marea o da una mareggiata notturna. Ogni tanto passa qualcuno  e dietro di noi verso le montagne si vede un pastore e qualche capra.



alla fine il sole è uscito e preso coraggio mi sono fatto anche un bagno divertendomi come un bambino che gioca con le onde; la corrente anche vicino alla riva non scherza davvero e in un paio di occasioni mi sono capottato bevendomi buona parte dell'oceano Atlantico :D

L'unica pecca di esserci venuti col bus è che col bus bisogna tornare. A 16.40 l'ultima corsa e questa volta mi siedo a fianco dell'autista col finestrino dal lato degli strapiombi.



su Youtube ho trovato questo video carino che rende bene l'idea della strada


e quest altro che rende l'idea di tutto il resto

.

buona visione


2 commenti:

  1. Ciao, non conosco il luogo ma ne ho sentito parlare in termini entusiastici. Belle le foto, peccato che non siete andati camminando, poteva essere una bella esperienza. Ottime le foto e la descrizione del posto.
    Ciao fulvio

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    Risposte
    1. Chissà, avremo una scusa buona per tornare ancora una volta

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