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questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

mercoledì 26 marzo 2014

sulla virtualità



nel 1986 mio padre mi comprò il mio primo computer, un commodore di seconda mano e io passavo ore e ore del mio tempo adolescenziale a giocare ai videogiochi e a programmare in basic. La rete e la virtualità come la conosciamo oggi non esisteva e io facevo e scrivevo cose che vedevo e usavo solo io. nel 90-91 ho ancora quel computer, ma ho anche 20 anni e lo uso poco. Mentre aspetto di fare il militare faccio un corso sulle reti locali finanziato dalla cee di 6 mesi, windows era agli albori e pochissimi uffici in italia avevano i pc collegati in rete. Un breve assaggio di internet l'ho avuto in quel periodo, solo per sapere che esisteva questa cosa. Poco dopo ho messo su famiglia e ho usato il commodore nel tempo libero ancora per molti anni.





Ho preso il primo pc nel 2003 e mi collegavo a internet col modem a 5
6k che l'adsl non avevo voglia di metterla.
Questo è il mio background virtuale se così vogliamo chiamarlo.



Il primo approccio su quello che lei definisce virtualità però lo ebbi qualche anno prima e anche se non esistevano gli smartphone è avvenuto proprio grazie a un cellulare gsm e la Tim. Mia moglie è il tipo di persona che cambierebbe il cellulare ad ogni stagione e quando in italia dilagò la moda del cellulare nuovo io ancora mi rifiutavo di averne uno. Con la scusa di cambiare il telefonino lei mi passò il suo con una scheda e un numero nuovi (che ho ancora oggi). Siccome a me poi di telefonare alle persone non frega proprio un cazzo cominciai a frugare sulle funzionalità e i servizi offerti dal telefono e dal gestore di rete. La Tim offriva i primi servizi internet di intrattenimento come la chat e il forum di Timcafè. Ricordo bene quel Siemens che non aveva ancora nemmeno il Wap (il collegamento ad internet dei gsm per farla semplice) ma Tim permetteva di usare il servizio anche con gli sms. L'idea di base di Timcafè era davvero buona, ovvero permettere a utenti di comunicare e conoscersi pur non dovendo scambiarsi il numero di telefono. in quel caso tra l'altro ritengo, a mia insaputa, di aver partecipato alla fase iniziale del servizio perchè chattavo e pubblicavo sul forum le mie minchiate spedendo gli sms in maniera totalmente gratuita. Dal punto di vista della "realtà virtuale" quello è stato il mio periodo formativo, periodo in cui passavo ore intere a sbirciare sul cellulare se qualcuno dei miei contatti era online, se c'erano messaggi sul forum, se qualcuno mi aveva mandato messaggi in privato. In quel periodo durato un annetto buono ho sperimentato il bello e il brutto delle relazioni virtuali, ho conosciuto anche bella gente con cui ho passato momenti piacevoli, ma ho fatto litigate storiche per poche frasi mal scritte e/o mal capite, ho sopportato quello che oggi si potrebbe al limite chiamare stalking o la delusione di non poter comunicare con qualcuno che mi piaceva, ricordo che mi arrabbiavo per nulla anche se ammetto che in passato un po' permaloso lo ero.
Solo più tardi, a mente fredda, mi sono reso conto che ho avuto in quel periodo fasi di grande coinvolgimento mentale ed emotivo, che condizionava il mio stato d'animo e la mia vita "non virtuale"

Questo periodo telefonico per me finì per un semplicissimo motivo: la Tim decise di iniziare a far pagare gli utenti che usavano gli sms e il wap e la cosa per l'uso che ne facevo io cominciava a diventare molto costosa. Quando presi il pc ricordo che andavo ancora ogni tanto a vedere il sito di Timcafè (tuttora esistente ma totalmente diverso da quando lo usavo io) che poi pian piano è andato a morire proprio quando decisero che quel servizio dovesse diventare una specie di servizio di incontri tipo Meetic o roba del genere, e a quanto pare non ha il successo sperato soppiantato dai nuovi social network americani che esistono ancora oggi (questo ovviamente è solo un mio parere).





Qualcosa ho capito da quell'esperienza:

1) qualsiasi cosa tu scriva viene interpretato in base allo stato d'animo del lettore: questa cosa fa in modo che io non affronti mai argomenti seri o se li affronto lo faccio "a modo mio"

2) la verità offende più di un insulto, ma chi può dire cosa sia vero dentro qualcosa di virtuale? spesso si tende ad interpretare i pensieri altrui e ad attribuirglieli.... ma se continuo questa frase credo che mi ingarbuglierò per cui non approfondisco il pensiero, se vi va, lo interpretatelo a vostro piacimento :D

2bis) i troll esistono e più ti arrabbi, più si divertono. Conoscevo gente che si diverte tutt'ora ad invadere con commenti le pagine di Fb o di blog altrui, in modo goliardico, molto divertente se non sei tu ad amministrare la pagina :D

3) la gente all'altro capo del nodo della rete ha la sua vita anche se coi telefoni di oggi sembra non sia più così: se un tuo amico scorreggia su facebook una stronzata la puoi venie subito a sapere, quando chattavo col gsm passavano anche giorni interi senza che ci si potesse sentire. Qualcuno aveva sempre da fare, qualcuno non sentiva l'esigenza di scambiare due parole con te, ecc. ecc. ecc.

4) io ho una mia vita, che mi piaccia o meno. la virtualità è divertente, ma diventa una specie di malattia se è il mio unico divertimento e non contribuirà a cambiare la mia vita (a meno che trasformi questa passione in lavoro... e reddito cosa che non avverrà mai per pigrizia e incompetenza del sottoscritto)

Quindi dato che voglio che la virtualità sia sempre un divertimento lo devo fare con disincanto, senza coinvolgimenti emotivi. Il cazzeggio è divertente, certo ci sono spazi virtuali anche per la roba seria ma alla fine ognuno ha i suoi problemi, io ho i miei, meno mi occupo di quelli degli altri più tempo ho per i miei (se commento il blog di un'anoressica frustrata mi sto occupando del suo problema, anche se il mio commento è "ammazzati che fai prima"). Il distacco si impara a poco a poco, e si fa come nella vita di tutti i giorni fuori dalla rete, basta ignorare le cose e le cose non esistono. Molti si lamentano dalle mie parti che al sud italia per esempio nessuno paga il canone della Rai, ma non è così, il fatto è che loro ignorano l'esistenza di questa tassa e questa tassa non esistendo non viene pagata.

Naturalmente io amo internet, i computer, ma se mi guardo in giro mi rendo conto che sto applicando a me stesso una sorta di digital divide volontario: io non ho lo smartphone, l'ipad, il tablet che ho fa schifo e lo butterò, non ho uno strumento che mi permetta di essere sempre connesso.



E questa cosa mi sta salvando !!


21 commenti:

  1. Risposte
    1. Silver Silvan26 marzo 2014 20:45

      Ho pensato la stessa cosa!

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    2. Silver Silvan30 marzo 2014 22:46

      Io non credo che la salvezza possa dipendere dall'essere connessi o meno. Dipende dal perché ci si connette. O non ci si connette. La forma del lago non dice niente della sorgente che lo forma.

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  2. Bella riflessione, Kermit.
    Che dire... di certo le cose sono precipitate in pochi anni. Per come la vivo io, le notifiche ecc riempiono solo -a volte, quando voglio- i buchi di tempo, le attese.
    E' un bene, è un male? Non so.

    Moz-

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    1. Silver Silvan26 marzo 2014 22:01

      Ho pensato la stessa cosa!

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    2. il fatto è che ultimamente la vita riempie i buchi tra una notifica e l'altra :D

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  3. on error go to

    ma te lo ricordi???

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    1. Silver Silvan26 marzo 2014 22:44

      Non ho pensato la stessa cosa.

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    2. 10 for x=1 to 10
      20 print"ciao!!
      30 goto10

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    3. non ho chiuso le virgolette... Sintax Error

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  4. E aspetta tra qualche anno... facebook a realtà virtuale e tutti coi google glasses o le lenti a contatto a realtà aumentata... sarà nammerda di mondo, con ottime possibilità in più, chiaro, ma socialmente parlando diventeremo ancora più asociali.

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  5. sul punto 2 bis aggiungo "e per fortuna che ci siamo noi" sennò sai che noia! ;D

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  6. Asimov docet : l'uomo futuro avrà arti atrofizzati e sarà macrocefalo.
    Cristiana

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    1. visto l'italiano (me compreso) medio avrei qualche serio dubbio

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  7. Io credo che sia sempre il solito discorso di come si usa la tecnologia, osannare o demonizzare non è mai la cosa giusta; infatti apprezzo e condivido la tua lucida riflessione. E riporto la scritta di un cartello in un locale: Non abbiamo il wifi, chiacchierate tra di voi. Saggissimo consiglio!

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    1. l'importante è avere qualcosa da dirsi.... :D

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  8. Silver Silvan28 marzo 2014 07:43

    Bah, basti pensare a che faccia ha certa gente davanti alla tv, mentre parla per strada con qualcuno o smanetta sui tasti di qualsiasi aggeggio. Invariabilmente poco intelligente. Vorrà dire qualcosa, no? Intelligenza artificiale mi R icorda latte artificiale. Il latte è latte, il latte artificiale è polvere!

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    1. dovrò ricordarmi la prossima volta che accendo la tv di guardare le facce della gente che la guarda!

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