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lunedì 22 agosto 2011

esco a fare un giro in bici: (giorno 1 - Manerbio - Cassio)

8 agosto 2011

Ho salutato tutti ieri, la bici è già carica e la colazione è fatta. Non fa caldo, sono solo le sette, in casa dormono tutti e fuori si sente solo il camion che vuota i cassonetti. E' ora di partire e le incertezze che avevo evitato di affrontare in questi giorni mi assalgono tutte contemporaneamente......... paura? Se dovessi dare ascolto al mio stomaco tornerei a letto. Parto. La prima meta è Fidenza dove mi metterò sulla via Francigena, da lì tutti i chilometrì che farò saranno in più.
Pedalo senza darci dentro, forse a 20 all'ora. Dopo nemmeno mezz'ora mi fermo presso una santella in mezzo alla campagna. Un'Ave Maria non troppo convinta e riparto verso sud, sempre diritto passando vicino a qualche paese (foto - Pescarolo, venerdì sera ero lì a sbevazzare birra) tra tanti chilometri di campi coltivati. Visto che ci passo in mezzo vorrei visitare Soragna, faccio un giro attorno alla rocca ma mi scontro con il mercato. Sono ormai nella provincia di Parma e mi viene in mente la torta fritta che abbiamo mangiato sabato sera a Pontevico, buona, ma mangiarla da queste parti col culatello di Zibello e la spalla di San Secondo è tutta un'altra cosa.

Arrivo a Fidenza alle dieci e mezza, trovo senza difficoltà piazza del duomo e metto il primo timbro sulla credenziale del pellegrino.
Vedo i primi cicloturisti e con qualcuno scambio anche due chiacchiere, pare si vada tutti a Roma ma io non ho ancora deciso dove fermarmi stanotte. Giro un'oretta per il centro e mi fermo in un baretto per fare uno spuntino(ne) a base di focacce ripiene e cocacola mentre vedo passare i ragazzi con cui avevo parlato poco prima. Il barista è simpatico, parliamo di via francigena, di ciclismo, della Cisa. Quando riparto è passato mezzogiorno. Decido che farò almeno mezza salita verso il passo della Cisa oggi e mi fermerò a dormire a Cassio, dove c'è un ostello dentro una casa cantoniera. Passo da Costamezzana che si trova su una collinetta, è la prima salitella ma c'è un vento contrario fastidioso e molto forte. Prima di Madesano riesco a sbagliare strada e perdermi nel nulla fino a quando passa una macchina a cui posso chiedere indicazioni (solo 7 km fatti per niente!!). In paese compro quattro belle pesche che il caldo comincia a farsi sentire e prima delle due arrivo a Fornovo di Taro, Passo davanti a una gelateria che non vende granite, ma mi faccio riempire le borracce. Da qui inizia la salita vera e il vento contrario è davvero forte. Fino a questo momento avevo notato solo qualche sporadica indicazione della via francigena, complice il fatto che oltre ad aver sbagliato strada dopo Costamezzana avevo sbagliato strada anche uscendo da Fidenza facendo un po' come mi pareva alla faccia della guida di Terre di Mezzo.

Ora se le cerco le indicazioni sono più frequenti e non lasciano spazio a dubbi e esitazioni. Dopo il borghetto di Sivizzano incontro anche dei segnavia in pietra e terracotta che saranno presenti per tutto il tratto di salita fino al passo.


Ad un bivio tra il tratto pedonale della via e la salita sulla Ss62 che farò in bici ne approfitto per sdraiarmi all'ombra di un noce sotto il quale credo proprio di essermi anche appisolato pochi minuti.

La guida mi porta a visitare Bardone e la sua antica pieve anche se di lunedì è chiusa. Qui però trovo una bella fontana con acqua fresca per riempire le borracce e rinfrescarmi "le idee". Passo da Terenzio dove nella solitudine più totale vedo una pellegrina che sta curiosando per le vie del paese. E anche stavolta sbaglio strada: l'indicazione via Francigena (per i pellegrini a piedi) mi porta a fare una bella discesa..... discesa ?!?!?!?!?? Giro la bici e risalgo, ormai non mi arrabbio più. Trovo due anziani che riepiono bottiglie d'acqua a una fonte e io riempio le mie che ho già vuotato in pochi chilometri e mi faccio rassicurare che stavolta non sto sbagliando strada. Per strada ritrovo i due ragazzi con le belle mountain bike che avevo trovato a Fidenza intenti a rinfrescarsi a un'altra sorgente: anche per loro la salita non finisce mai, e invece prima di Cassio c'è addirittura un bel tratto di discesa anche se il vento sempre contrario mi limita la velocità e il divertimento.
Arrivato al paese alle 17:30 trovo subito l'ostello (non posso sbagliare, ci sono due vie!). E' pulito e ordinato e il custode ha una cugina di Manerbio, ma non ricorda il cognome del marito (paisà!). Ci sono altri ospiti nella struttura ma mi viene "assegnata" una camera singola e parcheggio la bici all'interno dentro la sala comune che oggi non verrà usata dato che è il giorno libero della cuoca. Solo ora seduto sul letto mi accorgo di quanto mi senta cotto; alla fine tra una cosa e l'altra oggi ho fatto 132 km che, a dire il vero, non mi sono pesati fino a quando ho tolto il "culo" dalla bici.
Faccio il primo bucato e una doccia di mezz'ora che mi rimette davvero in sesto. La buona cena in un ristorante a prezzo fisso nell'albergo davanti all'ostello (curiosamente gestito da russe, con abiti tradizionali russi e cameriere con maglietta da calciatore dell'ex Urss) e due passi per il "centro di Cassio" concludono il mio primo giorno sulla Via. I timori di questa mattina sono ormai stati spazzati via e la stanchezza prende il sopravvento. Pochi minuti e sto già dormendo, e fuori non è ancora buio.




4 commenti:

  1. Vedi un sacco di bellissimi posti.

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  2. E grazie mille anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

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  3. ehehhe... io non ce la farei :-D
    Grazie anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

    RispondiElimina

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