Sample Text

questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

venerdì 5 ottobre 2012

3 - Il Po dalla sorgente al delta

giorno 3: Pavia - Piacenza (102 km)

Stanotte ho dormito benissimo e se non fosse stato per la sveglia probabilmente mi sarei bevuto il caffè freddo che con la padrona di casa eravamo d'accordo che avrei fatto colazione alle 7. La tappa di oggi è breve, ma devo ancora farmi un giro per Pavia e magari una capatina alla Certosa che si trova 7 km fuori città.





Il problema è che oggi è lunedì mattina e io sono l'unico in giro a farmi "turisticamente parlando" i caxxi miei, mentre la città prima delle otto (quando lascio il B&B) è già un casino! Forse non è stata una grande idea quella di dedicare queste ore per visitarla; anche in alcuni vicoli del centro storico (che pensavo ZTL) passano automobili a tutto gas.



Comunque gironzolo tra le vie del centro , passando in mezzo a tanti giovani, probabilmente universitari. La strade sono bagnate, deve aver piovuto stanotte per fortuna, sono attrezzato ma non ho voglia di passare tutto il giorno sotto l'acqua.
Prendo una bellissima ciclabile che costeggia il naviglio pavese fino a Milano per raggiungere la Certosa di Pavia. La zona attorno al monumento è semi deserta a parte qualcuno che fa jogging e la cosa mi pare strana...... infatti l'unica foto che posso fare al monastero è quella che si vede qui sotto perchè il complesso è ............
CHIUSO IL LUNEDI'




pellegrini sulla via Francigena

Vabbè, capita, soprattutto a quelli che partono allo sbaraglio :D Ritorno a Pavia ed esco definitivamente dalla città che son quasi le 11 seguendo i cartelli "Via Francigena" e ripercorro idealmente un tratto di strada che mi porterebbe fino a Roma. In bicicletta non vedo nessuno ma i pellegrini a piedi non sono rari. A fine giornata ne avrò visti almeno una decina. Mi fermo a Belgioioso a comprare panini e me li mangio seduto su una panchina di fronte al famoso castello in ristrutturazione.

Per raggiungere più agevolmente Piacenza devo passare sulla riva destra del Po e il primo ponte che potrei usare si trova dopo Spessa ma (come dice anche la guida) è molto trafficato e non vale la pena rischiare le penne visto che dopo pochi chilometri ce ne sarà un altro. Resto da questa parte ma leggo male un'altra volta la mappa e prendo un bell'argine di non so quale fiume e pedalo per qualche chilometro prima di rendermi conto che sto sbagliando strada. Il paesaggio però non era male col fiumiciattolo che si insinuava nel pioppeto formando una bella zona umida.
Fatto sta che anche stavolta devo tornare indietro. Ogni tanto il sole buca le nuvole cariche di pioggia. Riprendo l'argine maestro del Po fino al ponte che conduce a Castel San Giovanni che attraverso entrando in Emilia Romagna, poi ancora argine e strade di campagna ma il meteo ha deciso di voltarmi le spalle stavolta. Inizialmente pioviggina e tira un po' di vento. Dove sono io non c'è il minimo riparo, dovrei scendere in golena e mettermi sotto i pioppi, ma non trovo un sentiero per scendere. Allora decido di dirigermi di corsa al primo paese vicino, Sarmato, vedo il cavalcavia dell'autostrada a un chilometro da dove sono io, il primo riparo utile, ma intanto si scatena il temporale e il vento trasversale fa di tutto per buttarmi a terra. Sotto il cavalcavia controllo come hanno retto le protezioni per le borse e mi rivesto perchè fa un po' freddo. Faccio passare più di mezz'ora e quando piove di meno riprendo il mio cammino. Dopo Sarmato prendo la provinciale per passare il torrente Tidone. Questa strada mi porterebbe a Piacenza in un'oretta o poco più, ma è trafficata e poi ho voglia di pedalare un po' nel fango :D per cui dopo il ponte riprendo la campagna seguendo il Tidone fino al Po. A testimoniare la forza del vento trovo delle tegole sulla strada vicino a un cascinale. In poco tempo la bici è piena di fango e raggiungo faticosamente S.Imento dove riesco in qualche modo a lavarla. Ormai ha smesso di piovere e dopo Calendasco  mollo l'argine maestro e raggiungo la città che c'è il sole prima delle 17.





Visito il centro per tutto il pomeriggio e raggiungo facilmente l'ostello che mi ospiterà stanotte grazie alle informazioni prese all'ufficio del turismo. Forse per un'errata interpretazione della mia telefonata all'ostello mi risrvano una singola. Ne approfitto per accamparmi e stendere i miei abiti umidi e infangati. Due passi di sera fino a una trattoria dove mangio bene e spendo poco e poi a nanna.

itinerario giorno 3

4 commenti:

  1. Dio quanto t'invidio!!

    Quel capello però te lo lascio LOL

    RispondiElimina
    Risposte
    1. invidia?? hai mai avuto le vesciche sulle chiappe ??? XD

      PS: quel cappello è impermeabile e utilissimo quando diluvia!! si si, me lo tengo!

      Elimina
  2. Sei stato a Pavia e non me lo dici? Io a Pavia ci vado tutti i giorni per lavoro. Ti avrei detto cosa c'era da vedere. Va beh, ti rivelerò un segreto. Nella mia zona, prima o poi si trova sempre un cartello che ti indica la Via Francigena e, spesso, le direzioni indicate sono opposte. Questo perchè, qualche anno fa, lo Stato ha deciso di elargire generosi contributi ai quei Comuni che si trovano sulla Via Francigena per sistemare le strade e visto che nessuno sa esattamente dove passava e tutte le strade portano a Roma, tutti i Comuni hanno giurato di trovarsi proprio sulla Via Francigena. Secondo te, le strade le hanno poi aggiustate?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. le strade che ho fatto io in effetti facevano pena XD ....mi era sfuggito che tu fossi pavese o giù di lì!

      Elimina

commenti? fate vobis