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lunedì 16 settembre 2013

Esco a fare un giro in bici: Venezia - Ferrara (VE-LI/1)

7 settembre 2013:

dopo un'infinita settimana di lavoro mi accingo a partire per Venezia dove ho appuntamento con John davanti alla stazione di S.Lucia tra le 9 e le 10 di questo sabato. Ho due possibilità per raggiungere la laguna così presto sfruttando l'opzione treno+bici: alle 6.01 da Brecia con un regionale che però non ha il vagone per il trasporto delle biciclette oppure alle 6.32: se perdo questi treni non ho nessuna chance di arrivare in orario. La sveglia suona prima delle 4 e a 4 e 15 sono già in sella per coprire i 25 km che mi separano dalla stazione. Per strada ci sono ancora dei "ragazzini" appena usciti da un locale da ballo del paese; sono davvero giovanissimi e per come la penso io mi verrebbe voglia di dare un paio di calci in culo ai loro genitori... ma vabbè, siam tutti bravi coi figli degli altri....

Senza intoppi sono in stazione, faccio i biglietti e mi reco al binario dove il treno delle 6.01 sta già aspettando; chiedo al capotreno che però mi nega la possibilità di salire perchè il mezzo non ha il vagone per le biciclette. Mi pare un tipo tosto, io non insisto, ma dopo 5 minuti cambia idea e mi fa accomodare in fondo al treno dove c'è un bagno guasto che nessuno userà. Racconto questo breve e inutile parte del mio cicloviaggio perchè negli ultimi anni non mi era mai capitato di trovare un capotreno così gagliardo. Poco dopo capisco perchè mi ha messo lì: quel bagno viene spesso usato dai viaggiatori senza biglietto per nascondersi dalle sue grinfie. In tre occasioni, in tre diverse stazioni il treno è stato fermo più del dovuto perchè lui discuteva con qualcuno che non aveva pagato ed ogni volta è salita la polizia ferroviaria ad accompagnare il furbo viaggiatore (sempre straniero, di colore.... mentre la biondina dell'europa dell'est è sempre riuscita a scappare senza mai farsi controllare il biglietto!!!) giù dal treno. Naturalmente qualcuno riesce anche a farla franca ma che temperamento il tipo!




Arrivo a Venezia alle 9 e fuori dalla stazione è già un viavai di turisti da far venire il mal di testa. Del mio compagno di viaggio nemmeno l'ombra. Lui è arrivato in Italia il 5 in aereo e nei due giorni precedenti è stato ospite di un paio di "coachsurfers" in Friuli e in Veneto. Provo a chiamarlo, ma nulla. Comincio ad avviarmi all'imbarco del traghetto 17 per il Lido continuando a chiamarlo. Alla fine decido di partire dopo avergli lasciato un sms per spiegargli la mia decisione. Apprendo più tardi che ha avuto un imprevisto (troppo vino la sera precedente ?? :-D) e che mi raggiungerà a Chioggia, penso in bici.


Mi godo il giro lungo il canal grande. Pedalo lungo il lungomare di Lido e con un altro traghetto (linea numero 11)
arrivo sull'isola di Pellestrina. Come tanti italiani avevo già fatto il turista a Venezia ma quest'isola non l'avevo mai vista: una vera sorpresa, un piccolo villaggio di pescatori con le case colorate che sembra lontano anni luce dalla realtà turistica di piazza San Marco.
 
Pellestrina (fonte)
foto di inizio viaggio: Mare Adriatico - Pellestrina (VE)
Anche il lungo mare, tutta spiaggia libera e selvaggia, ha un certo fascino. Poco prima di mezzogiorno prendo l'ultimo traghetto della giornata e raggiungo Chioggia. John non c'è nemmeno qui. Mi informa che farà il mio stesso itinerario coi traghetti, mentre io avevo capito che l'avrebbe evitato (....!?!?) e che ha più di due ore di ritardo. Mi chiede di non aspettarlo e ci diamo appuntamento a Ferrara, io comunque sono abituato a pedalare da solo ;-D

A Chioggia mi fermo per mangiare i 4 panini (piccoli!!!) che mi sono portato da casa in una bella piazza assolata direttamente sul mare.
Dopo un breve in giro nella bella cittadina riparto per Ferrara che da qui dista ancora 100 km (e tra una cosa e l'altra oggi ne ho già fatti 50).
 La guida che sto seguendo per questo viaggio è stata scritta almeno 10 anni fa e prima di partire mi sarei aspettato di trovare qualche cambiamento nella viabilità, nuovi incroci, cambio di sensi di marcia, rotonde, ecc.. infatti dove doveva esserci un incrocio all'uscita di Chioggia c'è una grande rotonda; qui sbaglio strada (ma è molto probabile che io non sappia proprio leggere certe volte...) e totalmente disorientato raggiungo il mare tra Sottomarina e Brondolo. Chiedo informazioni e riesco in breve tempo a raggiungere il ponte sul Brenta sulla Romea dopo aver pedalato in una bella zona di campagna con orti coltivati. Questo sarà l'unico errore della giornata (altri ne verranno nei giorni successivi) e mi ha fatto allungare la strada di pochi chilometri. Mollato il mare si pedala nella pianura veneta prima lungo il Canal di Valle, poi lungo l'Adige, il canal Bianco o altri canali e scoli secondari su strade asfalate semideserte o sterrate di campagna. I 35 gradi mi obbligano a vuotare una borraccia dietro l'altra, a fine giornata saranno almeno 4 i litri d'acqua bevuti.

Raggiungo finalmente il Po a Polesella alle 18 e devo fermarmi a riposare mezz'ora perchè sono
davvero cotto. Mancano ancora 20 km che decido di fare con calma in tutto relax. Dopo il ponte sul grande fiume rivedo il paesaggio conosciuto così bene lo scorso anno anche se quando passai da qui non era ancora sorto il sole.
In cielo ci sono almeno una dozzina di mongolfiere all'orizzonte (non le vedrete nella foto!) partite dal Baloon Festival, un modo molto carino di darmi il benvenuto :DDDD.

Arrivo a Ferrara alle 19.40 e in piazza incontro Anna che ci ospiterà questa sera. Finalmente arriva anche John dopo circa due ore, nelle quali io ho già conosciuto il figlio e il gatto, mi sono già sistemato, mi sono "docciato" e ho già cenato con la mia ospite. Alla fine dopo essere arrivato a Rovigo lui ha deciso di raggiungerci in treno perchè il gps l'aveva mandato su una superstrada a quattro corsie che non è proprio il massimo da fare in bici col buio. Dopo la cena del mio (futuro) compagno di viaggio abbiamo avuto il tempo di fare una passeggiata per le vie affollate del centro in questo piacevole sabato sera ferrarese sempre guidati dalla disponibilissima Anna.

126 km ....e 3 traghetti presi (+24 km x prendere il treno...)

5 commenti:

  1. Grande, Rospo :)

    PS: non vorrei mai incontrarti dopo 20 km in bici

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    Risposte
    1. di solito mi sento uno straccio solo dopo il 135esimo chilometro..... dopo 20 km ??? sono un fiore.. non sai cosa ti perdi :D

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  2. Io a fatica faccio un paio di volte l'anno i 4 km che separano casa mia da quella dei miei...

    Baci

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