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domenica 18 marzo 2012

Esco a fare un giro in bici: in bici a Verona, il Garda,, la val di Ledro e il lago d'Idro

Più che altro per vanità scrivo due righe sul mio piccolo viaggio in bicicletta fatto tra il 13 e il 15 di marzo che poi è stato il mio secondo cicloviaggio. Le prospettive erano un pelino diverse ma avendo preparato tutto all'ultimo momento mi sono ritrovato ad accorciare un po' l'itinerario.



primo giorno - Manerbio - Verona - Colà (122 km)
la torre di S.Martino della battaglia
Parto anch'io da casa quando tutta la famiglia si reca a scuola o al lavoro. Non fa freddo, ma un kway lo indosso volentieri fino alle dieci del mattino. Dopo Montichiari prendo per la zona collinare al sud del Garda fatta di dolci saliscendi tra i vigneti della zona e verso le undici sono già a Peschiera.

sulle sponde dell'Adige
Poi per non allungarla troppo prendo la strada statale che mi porta fino a Verona dove arrivo giusto all'ora di pranzo.

A parte verso il mezzogiorno non ho trovato molto traffico anche se come strada non la consiglierei e sarebbe da preferire un itinerario alternativo che ho scoperto sulla strada del ritorno verso il lago
sant'Anastasia

piazza Brà - l'arena
il balcone di Giulietta













Mangio una buona pizza in periferia e poi gironzolo per il centro storico per qualche ora tra i numerosi turisti e riposo un po' su una panchina in piazza Brà di fronte all'arena.

ciclabile VR - Bussolengo
Prendo la via del ritorno a pomeriggio inoltrato uscendo da Chievo e pedalando su una bellissima pista ciclabile che costeggia dei canali artificiali suppongo fino a Bussolengo e poi dopo qualche salitella fino a Colà di Lazise dove passo la notte in un B&B carino.


Questa frazione di Lazise è famosa per il parco termale e avrei sperato vivamente di poterci andare dopo i 122 km e rotti di oggi ma a quanto pare è aperto la sera solo nei fine settimana per cui dovrò affogare il dispiacere nel vino di un ristorante sul lago a Lazise.
secondo giorno: Colà(VR) - Riva del Garda(TN) - passo Ampola(TN) (90km)
Lazise

Forse ancora sotto l'effetto del buon vino bianco di ieri sera mi sveglio un po' tardi rispetto al mio solito e tra doccia e colazione super abbondante va a finire che parto dopo le nove e mezza, ma vabbè, tanto non mi corre dietro nessuno.

Passo i bei paesi lungo la gardesana orientale, Lazise, Garda, Bardolino, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine.
 Non avevo mai fatto questa strada nemmeno in macchina e me l'aspettavo più trafficata.
il monte Baldo (da Malcesine)

Nei paesi è tutto un lavorare in attesa della stagione turistica, si ristrutturano alberghi, si potano i giardini si fanno un po' ovunque le pulizie di primavera.

Avevo qualche dubbio sul vento che avevo letto da chi aveva fatto spesso il giro del lago di Garda che al mattino spira in un modo e il pomeriggio al contrario: sono stato fortunato, tutta la pedalata fino a Riva del Garda è andata col vento in poppa per cui non ho faticato molto.
 
Riva del Garda
A Riva c'ero già stato un paio d'anni fa..... e mi pare tutto uguale, anche certi lavori in corso in centro. C'è da dire che ti accorgi di essere arrivato in Trentino perchè il numero di piste ciclabili è aumentato a vista d'occhio. Faccio un giretto lo stesso e mi fermo su una panchina a sgranocchiare qualcosa anche se non ho molta fame perchè la colazione è stata davvero abbondante.

Nel primo pomeriggio parto alla volta della val di Ledro con l'unica incognita della salita che non conosco.
Ci sono almeno cinque chilometri in galleria fortunatamente ben illuminata, ma comunque sono bello fosforescente e illuminato come un albero di natale oggi.

lago di Ledro
Dopo le gallerie ci sono almeno altri quattro chilometri di salite tra tornanti più o meno pendenti. Ci sarebbe anche la possibilità di prendere una strada alternativa, consigliata per le mountain bike ma in quel momento non me la sono sentita di affrontare un salicendi in sterrato col carico dietro. Mi perdo probabilmente una parte divertente (per me) del viaggio e continuo la salita fino al lago di Ledro. A Molina di Ledro c'è il museo con le palafitte.

passo Ampola
Mi fermo a riposare e a riempire le borracce ad una fontanella che durante la salita ho sudato tantissimo e le ho vuotate entrambe.
In riva al lago mi devo rivestire prontamente perchè tira un venticello fresco. Non è tardi e dovrei avere ancora un paio d'ore di luce. Un po' indeciso sul da farsi ma piuttosto stanco decido di proseguire verso Storo. Al passo Ampola c'è un albergo, bar, ristorante, pizzeria dove mi fermo a mangiare un buon panino con speck e formaggio. Nei dintorni non c'è altro e una stanza per la notte viene trenta euro. Decido di fermarmi qui dopo i quasi novanta chilometri di oggi.
terzo giorno: passo Ampola - Brescia stazione (90km)
nella gola verso Storo

Sveglia, colazione e via subito in discesa. Il bello degli sforzi in salita è che vengono sempre ripagati da lunghi tratti dove non si toccano mai i pedali e dall'albergo fino a Storo sono meno di venti chilometri dove sono più le volte che freno prepotentemente per non uscire fuori strada nei pressi dei tornanti che le volte che spingo sui pedali.


cascatella
Si scende su una strada che attraversa ripide pareti di roccia nuda che paiono le gole di certi film americani. C'è sempre il torrente (Palvico se non erro) che mi accompagna al lato della strada e in un punto qualche altro rigagnolo forma una cascatella.

Giunti a Storo posso scegliere se continuare sulla statale asfaltata o procedere su una bella ciclabile in sterrato che dopo sei chilometri e mezzo mi porta direttamente sulla riva del lago d'Idro fuori Ponte Caffaro, in una bella zona quasi incontaminata che fa da riserva naturale.

lago d'Idro (Ponte Caffaro)
Ci sono un paio di ponticelli in legno che permettono di attraversare il torrente e ritrovare prima il paese e poi la strada statale verso Brescia ma sembrerebbero inagibili dai cartelli che vi sono esposti; gli abitanti del luogo però mi rassicurano e attraverso i ponti e prima di ripartire e costeggiare tutto il lago mi fermo a riposare su una bellissima poltrona ricavata da un tronco da qualcuno.

Ponte Caffaro (il riposo del guerriero)




Anfo (la  rocca)



La strada verso Idro paese all'inizio del lago non è tutta in discesa e fino ad Anfo mi devo impegnare un pochetto. Ma poi è ancora discesa fino a Vestone dove in una bellissima forneria pasticceria sulla strada prendo un'ottima pizza con le melanzane che divoro allegramente sempre in discesa.
A questo punto arrivato a Barghe salgo per due chilometri fino a Preseglie, Quindi a Odolo e poi altri cinque chilometri di salita dura (per me, povero turista) fin sul colle di sant'Eusebio.
E dopo tanta salita un'altra bella discesa che porta a Vallio Terme e poi a Gavardo. Da lì si prende la bellissima ciclabile gavardina che arriva fino alle porte di Brescia. E dopo 286 km circa ho il primo intoppo: una foratura! Niente di grave, sono attrezzato per cambiare la camera d'aria in pochi minuti ma scopro con sorpresa che la valvola è di quelle odiose col tappino incorporato, difficilissime da gonfiare con la pompetta a mano.... e infatti al minimo movimento errato la ruota mi si sgonfia. Potrei rivolgermi a qualche distributore di benzina col compressore ma sono all'ora di pranzo e quelli a cui passo vicino sono senza personale. Allora la gonfio più che posso e piano pianino, con la ruota un po' molle e lo zaino in spalla raggiungo la stazione e da lì arriverò a casa facendo gli ultimi venti chilometri col treno.

Che dire per concludere? Fino a ieri ero solo uno che era andato a Roma in bici, un ciclopellegrino, e si, magari avevo fatto qualche lungo giro di un giorno ma se si dorme a casa non può essere considerato un vero e proprio viaggio; malgrado abbia organizzato tutto in fretta e furia e non mi sia attrezzato ancora con delle borse decenti e un portapacchi degno di questo nome posso dire finalmente di essere diventato un cicloviaggiatore. Due viaggi all'attivo eccheccazzo!!!!
E me ne vanto!

6 commenti:

  1. Mamma mia sei stato in posti stupendi!!!

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  2. Ho visitato gran parte delle zone che hai fotografato, e con piacere le ho guardate.
    Complimenti, io al massimo reggo 10 km e poi crepo per rifare i dieci al ritorno.
    Aspettiamo altri tuoi viaggetti.

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    1. reggi solo dieci chilometri perchè non hai mai provato a farne di più: in pianura, magari con un allegra compagnia se ne può fare di strada senza accorgersene (a parte le vesciche sul sedere di chi non è avvezzo alla sella XD).

      Io per altri viaggetti dovrò aspettare le ferie estive XD

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  3. Quanta bellezza!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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