Sample Text

questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

domenica 22 maggio 2011

succhiare la ruota

Questa pratica sconosciuta ai più è diffusissima tra chi si sposta con le due ruote.

E non pensate male, non è una perversione erotico sessuale da ciclo amatore della domenica ma significa in poche parole restare in scia ad un ciclista che ti precede e restargli abbastanza vicino da non sentire l'aria addosso e di conseguenza fare meno fatica.

A parte qualche breve esperienza adolescenziale finita subito dopo l'acquisto del motorino (1) e qualche gita "fuori porta" con la famiglia non ho mai pedalato in gruppo o fatto uscite con qualche altro appassionato, un po' perchè sono un ciclo-asociale, un po' perchè per stare dietro a certa gente che va sempre a manetta ci vuole una gamba in forma smagliante, che non ho mai avuto.

Sono forse davvero poche le volte che ho provato a star dietro a qualcuno che alcune me le ricordo ancora: nella primavera del 2004 mi supera il gruppo amatoriale di san Gervasio a una ventina di chilometri da Brescia e con la mia vecchia mountain bike che montava i copertoni da sterrato provo un inseguimento che, forte dei muscolacci che avevo sette anni or sono, mi riesce e succhio la ruota del folto gruppo per una dieci chilometri prima di mandarli tutti simpaticamente affanculo (2); nel 2006 mi supera un extracomunitario con evidenti problemi di obesità alla guida di un Ciao della Piaggio, mi accodo, succhio la ruota per quei tre chilometri che mi dovevano condurre sul posto di lavoro e arrivato alla rotonda in località Breda Libera svengo per le esalazioni di monossido di carbonio del motorino (3). Il più delle volte girando per strade di campagna trovavo invece qualche cane da guardia che più che succhiarle le ruote me le avrebbe divorate con tutta la bici.

Gli anni passano e giusto stamattina ho provato a raggiungere un ventenne (o poco più) che gironzolava allegramente per i cazzi suoi (4) su una strada secondaria: sarà che quando uno va per i cazzi suoi ci va di corsa, sarà perchè costui voltandosi ha visto sto matto col caschetto, i guanti e il pantaloncino aderente tutto piegato e ansimante sul suo mezzo, fatto stà che non sono riuscito a prenderlo, anzi, l'uomo ha fatto di tutto perchè non lo prendessi (si voltava continuamente divertito, l'ho visto).

Dieci minuti prima di rientrare a casa dei miei (ero invitato a pranzo) incrocio due pensionati in Mtb vestiti di tutto punto che stanno chiacchierando a passo d'uomo, li supero a passo di lumaca/tartaruga (avevo fame) e subito mi succhiano la ruota! Poi il più spavaldo fa uno scatto e mi aspetta al semaforo facendo il bullo, mentre il suo collega in effetti andava molto più piano di me ed è arrivato molto tempo dopo: glielo letto negli occhi: stava per morire (non c'è altra spiegazione se vai più piano di me).

Dopo aver pranzato da mia mamma già è difficile alzarsi dalla sedia, figuratevi riprendere la bici sotto il sole delle 14 e 30; per i quindici chilometri che mi separavano da casa però sono stato in compagnia del mio giovanotto che si è fatto dare la bici di suo nonno e ha accompagnato la mia lenta agonia.

la bici di suo nonno è proprio simile a questa, niente cambi, pesante una tonnellata.


Non l'avrei mai detto ma il giovane calciatore sempre infortunato mi ha distaccato quando voleva con quel ferro vecchio che aveva sotto il culo e senza neanche un lamento (tipico di mia moglie e della nostra progenie) mi ha scortato fino a casa. Peccato che anche quest'anno sarà rimandato in qualche materia, sarebbe stato bello avere un compagno di viaggio quest'estate, soprattutto un atleta che rispettosamente mi facesse succhiare un po' la sua ruota.


In viaggio con papà

(1) ricordo ancora con un sorriso le girate in campagna quando andavamo a fumacchiare di nascosto e le fughe a rotta di collo dai cagnacci slegati che immancabilmente uscivano dalle cascine.

(2) se volevo andare a 40 km/h uscivo con il "Ciao"

(3) i motorini vecchi non sono fatti per usare la benzina verde e sanno essere letali per chi ci respira vicino.

(4) distinguo uno che si fa un giro per i cazzi suoi da un ciclista della domenica dall'abbigliamento: il secondo ha come minimo la maglia rosa tutta sponsorizzata (io ce l'ho grigia), mentre il primo ha i jeans, le infradito e la camicia a fiori.

5 commenti:

  1. ^_^ giusta osservazione! io sono quella con le magliette improponibili e che sfiata come un treno a vapore per non crollare sulla strada...di rosa c'è solo la mia faccia che tende al rosso peperone...altro che sponsor...

    RispondiElimina
  2. Ottimo :-D

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

    RispondiElimina
  3. @Lario: prego per il commento

    @Luby::oD capita.... allenati!!!!!!

    RispondiElimina
  4. Aajhahahah... grazie anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

    RispondiElimina
  5. E grazie anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

    RispondiElimina

commenti? fate vobis