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questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

martedì 8 novembre 2016

Esco a fare un giro in bici: da Ravenna a Rovigo e un giorno nel parco del delta del Po

Per chi ama andare in bici cosa c'è di meglio di una bella settimana di ferie ad autunno inoltrato coi primi freddi, le nebbie e la pioggia sempre più probabile?

Ovviamente scherzo, però le ferie che devo fare per forza me le danno adesso e dopo aver trascorso il doveroso tempo in famiglia ne approfitto per ritagliarmi tre giorni in bici tutti per me.

Progetti ne avevo più di uno: il giro in Abruzzo progettato già l'anno scorso, ma il poco tempo a disposizione e i terremoti non mi fanno nemmeno prendere in considerazione questa opzione; una gita sulle alpi bresciane, magari pernottando in un rifugio (avevo in mente il passo Crocedomini) ma la gamba in questo periodo credo che non mi porti a certi ambiziosi traguardi; altro giro che ho in mente da tempo è di andare a Genova partendo da casa, fattibile in tre giorni ma ci sono di mezzo sempre gli appennini e vale il discorso fatto prima. La ricerca di un itinerario pianeggiante alla fine mi ha portato a scegliere un giro nel delta del Po anche come conclusione del viaggio fatto nel 2012 dove sono arrivato al mare, ma poi girai la bici e tornai a casa senza visitare questa bella zona d'Italia.
Ravenna (raffineria)

2 nov 16: Ravenna - Gorino Ferrarese
84 km
4h 59min in bici

il ponte mobile in uscita da Ravenna
Ravenna come città di partenza l'ho scelta solo perchè era più comoda da raggiungere con i treni regionali, dove puoi portare la bici senza smontarla (per chi non lo sapesse...), anche se fare 3 cambi di treno e 4 ore di viaggio non è proprio il massimo della comodità, ma questo è quello che offrono le FS al rospo, che per raggiungere il delta era più vicina Ferrara o Rovigo.
[DA QUI IN POI SOLO QUALCHE FOTO.... NON TANTE]

Poco male comunque perchè questa scelta fa sì che io possa pedalare sulla costa adriatica, vista mare, per molti chilometri e si sa che a novembre il mare ha un certo fascino, soprattutto per l'assenza dei turisti :D
uno stabilimento balneare in stand by (Marina di Ravenna)

la strada passa nella pineta che costeggia il mare

traffico delle 10.45 ..... marina di Ravenna

...nel frattempo io faccio il bagno....

spiaggia ....libera....


il canale lo si oltrepassa sul traghetto (1€ x pedoni e ciclisti)

sempre pineta

dalle parti di Casalborsetti

si pedala sempre tra pineta....

....e mare

il fiume Reno
L'unico modo per superare il Reno senza rischiare la vita sulla trafficata statale 309 (Romea) è seguire l'itinerario cicloturistico Adria Bike (che in parte ho seguito fin qui) e pedalare lungo il perimetro delle valli di Comacchio. La cosa è sicuramente interessante ma mi farebbe perdere troppo tempo e in questo periodo dell'anno le ore di luce sono poche per cui rischio e per qualche chilometro pedalo con i tir che mi fanno la scia fino alla prima strada praticabile che mi porta a Lido di Spina. A dire il vero la traccia iniziale prevedeva solo il passaggio sulla Romea per il ponte sul Reno ma mi sono presto reso conto che la strada che avrei dovuto fare è in una riserva statale militare con minacciosissimi cartelli posti ad ogni possibile ingresso.
Lido di Spina
A Lido di Spina arrivo poco dopo mezzogiorno e malgrado il deserto e la desolazione più totale del paese (solo appartamenti per le vacanze o seconde case sfitte) trovo un baracchino-piadineria incredibilmente aperto e scatta in me la voglia di pausa pranzo.


spiaggia di Lido degli Estensi

sul traghetto verso Porto Garibaldi (o così.... o sulla Romea!)
Porto Garibaldi è forse l'unico dei lidi ferraresi in cui ho trovato un po' di vita umana, con attività commerciali aperte e persone in giro per lavoro o per svago
da Lido delle Nazioni si scende verso il lungomare del parco
qui un artista col legno riportato dal mare crea

di legno ce n'è in abbondanza



da qui impossibile proseguire e si rientra nella pineta del Lido di Volano
c'è la sbarra, ma si può passare...

il cielo nuvoloso rende la luce in pineta "soffusa"
 e con mia grande sorpresa vedo un piccolo gruppo di daini che pascola tranquilla tra gli alberi. I miei tentativi di fare una foto li fanno scappare (parte il flash in automatico) tranne uno, che mentre attraversa la strada si ferma e sfacciatamente si mette in posa.




la pineta finisce e si arriva al Po di Volano

Po di Volano


Passato il Po di Volano e il collettore Giralda i cartelli turistici propongono una scorciatoia ciclabile che permette di raggiungere Goro attraversando il bosco della Mesola. Purtroppo il periodo di apertura finiva il 31 ottobre e trovo i cancelli chiusi (anche per non permettere agli animali del bosco di andarsene :D). Seguendo strade secondarie e aggirando il bosco per pochi chilometri si raggiunge la ciclabile FE20-Destra Po lungo il Po di Goro e in mezz'oretta poco prima del tramonto raggiungo il mare a Gorino Ferrarese, giusto dove mi ero fermato 4 anni fa.
Po di Goro

Goro (sullo sfondo)



una nutria si avventura "camminando" sulle acque

Gorino Ferrarese h 17 o poco più


La mia base per questi due giorni sarà qui, all'ostello bar Gorino, quello che negli ultimi giorni è balzato alle note di cronaca per le barricate fatte dai cittadini del piccolo paese che hanno impedito l'arrivo di un pulman di migranti ribellandosi ad un'ordinanza del prefetto. Ceno in ostello col cibo preso da una rosticceria ambulante, che i due ristoranti del paese (e anche i negozi e altre attività) sono chiusi ufficialmente per evitare le "molestie" portate dai numerosi giornalisti presenti nella zona (mah.....?!?!?).

3 nov 16: Gorino - Gorino: una giornata nel delta del Po
145 km
8h 40 min in bici
 
Mi sveglio col sole già alto, devo aver dormito più di undici ore, e dopo la colazione mi rimetto in sella alla scoperta del delta del Po
un'alba...inoltrata...


ponte di barche sul Po di Goro
Passo il ponte di barche sul fiume e sono già nel parco veneto del delta del Po . Le mie previsioni davano pioggia questa mattina, invece c'è solo una leggera foschia con un timido sole che fa capolino tra le nubi.



Pedalo un paio di chilometri in campagna fino a raggiungere il ramo del fiume chiamato Po di Gnocca e passato un altro ponte di barche sono sull'isola della Donzella.

 Pedalando sempre verso est si raggiunge la foce del Po di Gnocca nella zona di mare detta Sacca degli Scardovari, famosa per i grandi impianti di allevamento di mitili






Marina 70 - area attrezzata con ristorante

area di accesso all'oasi di Ca' Mello



torretta per il bird watching

le risaie del delta


le cicogne accompagnano allegramente un agricoltore
 Alla fine della sacca degli Scardovari si raggiunge la bella spiaggia della Barricata e dopo altri cinque chilometri dopo Bonelli si arriva a Scardovari.
spiaggia della Barricata





Scardovari
Dopo il paesino, sorpasso un ponte sul ramo del Po di Tolle e mi ritrovo a pedalare sull'isola di Polesine. Questa secondo me è stata la parte meno bella dell'itinerario.
L'isola è dominata dalla presenza imponente della centrale termoelettrica dell'Enel e per vostra fortuna, dopo la foto successiva mi è caduta per terra la macchina fotografica che ha smesso di funzionare inspiegabilmente per alcune ore.
un minuto prima della caduta della macchinetta!!
(fonte)
idrovora (una delle tante...)

verso Polesine Camerini


Aggirata la centrale si raggiunge il ramo del fiume detto Po di Pila che costeggio fino a raggiungere il paesino di Polesine Camerini dove mi concedo un'ottima pasta col sugo di pesce (onestamente avrei mangiato anche altro ma la cameriera parlava solo un dialetto del Polesine molto stretto e non capivo cosa ci fosse nel menù del giorno). Nel frattempo riesco con calma a sistemare la macchina fotografica.
Riprendo il viaggio passando il Po di Tolle sul ponte poco fuori il paese e pedalo di nuovo sull'isola della Donzella in direzione Tolle e Porto Tolle. Si costeggia il ramo del Po di Venezia e prima di Porto Tolle supero di nuovo il fiume sul ponte raggiungendo l'isola di Ca' Venier e per strade secondarie, lontano dall'argine per il momento arrivo fino a Boccasette. Da li seguendo prima il Po di Maistra e poi inoltrandomi in una bella strada in una zona umida raggiungo la bella spiaggia del lido di Boccasette.


























Torno indietro fino a Boccasette per superare su un ponte di barche il Po di Maistra e pedalare sull'isola di Ca' Venier
 Da qui, dopo Scannarello potrei andare fino a Porto Levante pedalando letteralmente tra terra e acqua. Purtroppo durante la pianificazione (fatta piuttosto in fretta) di questo mini viaggio non ho valutato questa opzione pianificando una specie di giro ad anello che mi porterà di nuovo al mio alloggio a Gorino. Peccato, ma potrebbe essere una scusa per tornare di nuovo da queste parti.
Proseguo invece costeggiando il Po di Maistra su una strada che per molti chilometri è tappezzata di cadaveri di nutria.... in alcuni punti devo fare un vero e proprio slalom.... non è stato molto piacevole questo tratto

 La via conduce fino all'oasi di Ca' Pisani, anch'essa chiusa in bassa stagione.

riserva naturale Bocche di Po



accesso all'oasi di Ca' Pisani... il cancello chiuso impedisce l'ingresso
Dopo il paese di Ca' Pisani si passa il fiume su un ponte per raggiungere Ca' Venier dove approfitto del primo bar che incontro per fare una pausa caffè.
Dopo qualche chilometro obbligato in campagna (potrei pedalare sull'argine ma non ci sarebbe poi modo di salire sul prossimo ponte per cui bisogna fare un giro lungo seguendo la provinciale 37) passo nuovamente il Po di Venezia ritornando sull'isola della Donzella e dirigendomi all'omonima cittadina che da il nome a questa zona del delta.
il sole è già basso e non sono nemmeno le 17



Donzella
Lascio Donzella dopo essermi vestito per pedalare di sera. Prendo l'argine del Po di Gnocca che inizialmente è asfaltato ma poi diventa erboso e anche se piuttosto ben tenuto diventa faticoso pedalarci sopra........
prima parte dell'argine del Po di Gnocca


poi l'argine prosegue sull'erba....
.......perchè ho già fatto più di cento chilometri oggi (e ne mancano ancora un po') e perchè all'imbrunire dalla riva salgono sull'argine un sacco di nutrie che mi tocca ogni volta spaventare (urlando) per non investirle.



 Prima di scendere sulla provinciale (SP82) mi godo gli ultimi istanti del tramonto
poi dopo il ponte di barche sul Po di Gnocca e quello sul Po di Goro raggiungo Gorino Ferrarese che è già buio pesto.
ponte di barche sul Po di Gnocca by night
La pedalata odierna non è ancora finita però, perchè anche stasera a Gorino è tutto chiuso e stavolta non c'è l'ambulante che mi potrebbe vendere la cena, per cui dopo una lunga doccia raggiungo Goro pedalando sull'argine buio per 6 chilometri allietato dai versi degli uccelli acquatici che salutano il mio passaggio.

4 nov 2016: Gorino Ferrarese - Rovigo (+Brescia stazione FS - Casa)
97 km
5h 51 min in bici

Mi sveglio per fare colazione alle 7 e parto subito dopo con l'intenzione di prendere un treno a Rovigo che mi riporti a casa. La strada non è molta ma la pedalata di ieri si fa sentire e come spesso capita quando si esagera le gambe girano piano.
 Anche oggi il cielo non minaccia pioggia, fa più freddo di ieri, ma se fosse sempre così mi prendo le ferie a novembre anche il prossimo anno.

 Per una decina di chilometri percorro l'argine del Po di Goro, poi per evitare di seguire un'ampia ansa del fiume taglio in campagna per raggiungere Mesola pedalando lungo il canal Bianco sempre su pista ciclabile


Mesola (FE)
Da qui faccio ancora un po di argine e poi prendo la provinciale che costeggia da lontano nuovamente il Canal Bianco per evitare di allungare nuovamente la strada seguendo un'altra ampia ansa. Dopo Massenzanica di fatto la Destra Po molla l'argine per proseguire sulla provinciale stessa fino ad Ariano Ferrarese dove passando sul ponte raggiungo Ariano.


 Da qui sempre su strade secondarie fino ad un altro ponte ,molto più lungo e trafficato, sulla SR 495: la strada è grande e ha una bella corsia d'emergenza di un metro abbondante, io però per passare il ponte uso la zona laterale pedonale che un cartello inspiegabilmente vieta ai pedoni. Pedalando poi mi accorgo che in molti punti i tubi del parapetto sono dissaldati.... molto più sicuro stare in strada (la prossima volta !!)
 Qualche chilometro dopo il ponte arrivo a Adria e dopo una ventina di chilometri sulla SR443 (tutta diritta, noiosa e senza corsia di emergenza) arrivo a Rovigo con poco tempo da dedicare per una visita approfondita, ma in tempo per prendere il treno che volevo.

Rovigo - la rotonda

Torre mozza - Rovigo

Torre Donà - Rovigo
Altri 3 treni e 3 ore e mezza di viaggio per arrivare a Brescia e da qui altri ventiquattro chilometri per arrivare a casa, quando stranamente... inizia a piovere.

2 commenti:

  1. wow, alcuni posti sono davvero belli...visti fuori stagione estiva anche suggestivi.
    Grazie, che non penso verrò mai in questi posti :)

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