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lunedì 28 settembre 2015

Esco a fare un giro in bici: una gitarella nel mantovano

gitarella stica...i, quasi 173 km
Se non fossi andato al lavoro in bici quest'anno avrei pedalato davvero poco poco. Le occasioni a dire il vero non sono mancate e quest'anno ho dato la priorità ad altro, però lo svolgersi del cicloraduno mantovano organizzato dagli amici del "cicloviaggiatore" a una distanza "relativamente" breve da casa era un'occasione da non perdere per pedalare e per rivedere amici vecchi e nuovi conosciuti in questi anni di cicloraduni.

L'appuntamento per tutti era alle 9.30 davanti alla stazione di Mantova e io per arrivare in orario (chi mi conosce sa che il mio unico vero difetto è la puntualità!) parto da casa alle 5.30. Fa freschino e per fortuna l'oscurità nasconde la mia tenuta ciclistica autunnale che per abbinamenti cromatici potrebbe partecipare alla settimana della moda milanese (caschetto bianco, k-way rosso, giubbino rifrangente smanicato giallo, pantalone modello tipo da spiaggia a righine, gambali scalda gambe blu elettrico, calze nere e sandali della decathlon) o alla coppa cobram.




I primi chilometri al buio non sono un problema tanto che li potrei fare ad occhi chiusi e verso le 7 sono già in provincià di Mantova, ad Asola dove faccio la prima sosta su una panchina nella bella piazzetta. In provincia di Brescia a quest'ora avrei trovato già un sacco di bar per far colazione ma si vede che da queste parti si svegliano più tardi e devo rinunciare. Proseguo sempre su strade secondarie e finalmente a Sarginesco trovo un barettino per il secondo caffè di giornata.Poi dopo Castellucchio prendo la ciclabile in sede protetta che mi porta dritta dritta fino a Mantova e arrivo in stazione con vergognosa puntualità poco prima delle 9.25.


Si parte poco dopo costeggiando uno dei laghi della città per ritrovarci poi sulla ciclabile che in parte ho percorso all'andata per arrivare a Grazie dove c'è un famoso santuario metà di pellegrinaggi e che lo scorso anno quando sono passato da qui non ho visto perchè quella volta andavo di fretta (ero in clamoroso ritardo!!).

L'interno della chiesa è davvero spettacolare e meritava di certo una visita più approfondita (io sono stato dentro poco perchè da piccolo mi hanno insegnato a non entrare in chiesa con le "braghe" corte). Inoltre appeso al soffitto c'è un coccodrillo imbalsamato che la leggenda vuole sia stato pescato nel Mincio anni orsono.


che dite, sara SUO parente ???



Si passa poco dopo da Rivalta sul Mincio per dare uno sguardo al fiume. Di coccodrilli nemmeno l'ombra ma ci sono un sacco di barcaioli.  Poco dopo raggiungiamo Goito dove facciamo la spesa per il pranzo che consumeremo a Volta Mantovana in un bel parco con vista sulla zona dopo una breve salità che ho apprezzato moltissimo (per la sua brevità).


al 120esimo chilometro sbuffo anch'io :D
 Il caffè decidiamo di prenderlo a Cavriana e per smaltire meglio il pasto frugale decido di seguire il gruppetto di quelli che sbagliano strada, così, per farci un altro paio di salitelle in allegria (mannaggia!!!). A Cavriana poi il caffè non lo prendiamo perchè tutti i baristi a quell'ora sono a fare la pennichella (strani questi mantovani...) allora raggiungiamo Solferino dove c'è tutto quello che serve per una meritata sosta.


L'allegra compagnia tornerà a Volta Mantovana in un bell'agriturismo e poi pedaleranno tutta la domenica sulla Peschiera - Mantova (siete stati avvistati da mia figlia che era a zonzo da quelle parti... sappiatelo) mentre per me è già tempo di saluti e me ne torno , solo come sono arrivato, verso casa.


Goito

Volta Mantovana
Cavriana
Solferino
LE ULTIME FOTO SONO STATE RUBATE DA INTERNET (ma anche le penultime non sono tutte mie)

2 commenti:

  1. Tu da questi parti non ci devi più mettere piede, hai capito?!

    No, dai scherzo. Comunque ti fai sempre dei giretti molto "brevi".

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    Risposte
    1. questo volta mi sono lasciato un po' prendere la.... ...gamba

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