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questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

lunedì 23 giugno 2014

quelli che fanno i giovani


Saluti da Gabicce (h19)

pretramonto a Gabicce Mare (h 19.45)

tramonto a Gabicce Mare (h 20.30)

La Baia (h 4.40)

l'alba da Gabicce Monte (h 5.45)

l'accampamento (22/6 - h 6.30)
riassunto del weekend precedente:

tempo in macchina (A/R): 8 h
 - in coda: 1 h
 - alla guida: 2 h
tempo in spiaggia: 16 h
 - dormite: 5 h
 - passeggio: 2 h
 - nuotate: 2
 - docce: 3
 - spogliarelli improvvisati:3
tempo in discoteca: 4 h
 - ballate: 2 h
 - bevute e cazzeggio: 2 h
tempo in un autogrill/bar/ristorante: 7 h
 - caffè bevuti: 6
 - brioche: 3
 - fauna ittica divorata: varia
 - alcol: il giusto

domenica 22 giugno 2014

Esco a fare un giro in bici: sui grandi passi alpini del Giro #6

TRA VAL PADANA, VAL CAMONICA E VAL D'ADIGE PASSANDO DA GAVIA E STELVIO

 

5 giugno 14 - ritorno a casa lungo la greenway del parco Oglio sud
#6 - 110 km totali

Oggi chiudo il cerchio e torno a casa in bicicletta. Ho diverse opzioni che posso scegliere: tornare lungo strade secondarie che mi sono anche piuttosto famigliari, poco più di 60 chilometri e sarei a casa per il pranzo; oppure ripercorrere una parte a ritroso della ciclabile del Mincio e da Valeggio fare la bella zona delle colline moreniche mantovane fino alle strade di casa mia, qualche chilometro in più. Mi affascina invece maggiormente raggiungere la zona di Torre d'Oglio dove attraverserò il ponte di barche e da lì risalire lungo il fiume fino quasi a casa. Mi sveglio e riconsegno le chiavi della stanza alle otto e mezza. Farei colazione al bar sotto l'ostello, ma è chiuso a causa un guasto all'impianto idraulico. Ripiego sul primo bar che trovo e sul fornaio del paese dove mi prendo ottime brioche e una schiacciatina, una focaccia secca tipica del mantovano. La strada più breve per arrivare al fiume è troppo trafficata e lasciando Rivalta chiedo indicazioni a qualche persona che mi da delle buone dritte che come spesso mi capita non ascolto. La allungo di qualche chilometro ma alla fine arrivo dopo quasi due ore.
il ponte di barche a Torre d'Oglio

 Dopo il ponte se andassi a sinistra arriverei alla foce dell'Oglio nel Po, ma io vado a destra che devo tornare a casa. Il percorso ciclabile del parco Oglio sud è ben segnalato e arriva fino a Ostiano in provincia di Cremona da dove seguirò l'itinerario lungo il Mella, il fiume che attraversa il mio paese.
Inizialmente mi illudo, infatti si pedala sulla strada arginale asfaltata a basso traffico, ma dopo pochi chilometri l'asfalto sparisce e l'argine diventa strada di campagna. Si pedala quasi sempre a pochi metri dal fiume o dalla sua golena evitando i paesi. Questo potrebbe essere un problema perchè fa molto caldo e non posso certo mettermi a bere l'acqua del fiume.
idrovora

selfie di campagna


Visto il sole cocente decido di allacciare il casco al portapacchi e di sfoggiare il "casco di campagna" e cavalcare nelle sterminate praterie padane.

A mezzogiorno stranamente non ho fame e continuo per la mia strada cercando di razionare l'acqua. Naturalmente esagero, se volessi bere basterebbe lasciare l'argine e entrare in uno dei tanti paesini dei quali a volte intravedo il campanile in lontananza.
 Verso l'una e mezza arrivo a un ponte nella zona di Calvatone nel cremonese. Attraversando il fiume in quel punto ritornerei nel mantovano a Acquanegra sul Chiese, ma a me interessa proseguire sulla sponda sud ma non vedo indicazioni di sorta. Nell'incertezza seguo il cartello per Le Bine, una riserva naturale del wwf e seguendo questo percorso, a tratti anche piuttosto selvaggio, ritrovo la strada giusta. Dato che sono vicino al paese però entro a Calvatone per riempire le borracce e mangiarmi un bel gelato dentro il bar di un cinese.
 Sempre in campagna sotto il sole cocente, che sarà solo un anticipo del caldo africano della settimana successiva arrivo a Isola Dovarese dove faccio (davvero) l'ultima (ahimè) pausa di questo cicloviaggio.
Isola Dovarese (CR) - la piazza
Dopo la pausa e un'altra oretta in bici arrivo a Ostiano dove attraverso il Mella sul ponticello ciclabile transennato da un ordinanza del sindaco alla quale non intendo obbedire. A una decina di chilometri da casa mi fermo a una santella in mezzo alla campagna che è la parte più irrazionale dei miei cicloviaggi di questi anni. Durante i pochi allenamenti per il mio primo viaggio in bici mi ero fermato in questo posto prendendo l'impegno con me stesso e la madonna che se fossi tornato sano e salvo sarei passato a ringraziare. Ogni volta da allora prima di partire e dopo l'arrivo a casa ci torno, un po' per scaramanzia dato che la mia religiosità è proprio a livello zero.

Arrivo a casa alle 17.30. Il cerchio è chiuso e la vacanza è finita. Che dire, due grandi passi alpini scalati, due laghi e tre grandi fiumi attraversati, in questo viaggetto fatto a un tiro di schioppo da casa è mancato solo il mare.... ma non si può proprio avere tutto.

PERCORSI: 111Km
TEMPO IN BICI: 6h 48 min
MEDIA: 16,3 Km/h
TEMPO TOTALE: 8h 30 min
MEDIA: 13,1 Km/h


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CIFRE IN BREVE (giocateveli pure al lotto):

GIORNI DI VIAGGIO: 6
KM TOTALI: 704 Km
TEMPO IN BICI: 44h 28min
VELOCITA' MEDIA: 15,8 km/h
TEMPO IN PAUSA (approx):  14h 43min
MEDIA DI TAPPA: 11,9 Km/h

SPESE VARIE:

PERNOTTAMENTI: 83€
CIBO E GOZZOVIGLIE: 158€
REGALINI VARI: 30€

VARIE ED EVENTUALI:

FORATURE: 0
GUASTI MECCANICI: perso il gancio di una borsa
DISGUIDI: ho smarrito la pompa tra Bolzano e Trento
TEMPERATURA: min 6° max 32°
PIOGGIA PRESA: 0,004 mm
CHILI DI GRASSO PERSI PER STRADA: 1,3 Kg
FRUTTA INGURGITATA: 4 Kg circa

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sabato 21 giugno 2014

solstizio d'estate

il programma per il 21 giugno giorno in cui di solito approfittavo per fare la più lunga pedalata dell'anno sarà il seguente:

2-7 dormire (spero)

8-12 lavoro...... più o meno

12-13 pranzo

13-16 in macchina verso Gabicce

16-20 mare

20-23 cena

24-05....in disco

05-06 l'alba sul mare
06-08 colazione
08-13 mare
13.......... si vedrà


buon 21 giugno a tutti

venerdì 20 giugno 2014

Esco a fare un giro in bici: sui grandi passi alpini del Giro #5

TRA VAL PADANA, VAL CAMONICA E VAL D'ADIGE PASSANDO DA GAVIA E STELVIO

 

4 giugno 14 - Trento - Mantova - Rivalta sul Mincio, lungo l'Adige, il Garda e il Mincio
#5 - 170 km totali
 
La nottata in ostello a Trento non è stata in effetti una delle più tranquille: complice la finestra lasciata aperta per il gran caldo e la vicinanza con la stazione qualche schiamazzo è riuscito a svegliarmi anche se avevo i tappi. Ho aperto un occhio soltanto però e poi l'ho richiuso. Mi sveglio di buon ora, non sono nemmeno le sei e mentre mi preparo faccio due parole col giovane marchigiano che sta facendo colazione proprio a due metri da me. Vedendo il mio abbigliamento mi parla del progetto che ha per il suo primo cicloviaggio, Macerata-Genova, io vedendo la sua maglia verde militare non posso non ricordare il mese di CAR che ho felicemente trascorso nella sua cittadina.

torre vanga - trento


Alle sei e trenta sono già in strada, stanotte è anche piovuto e l'aria è fresca e frizzante. Parto presto perchè oggi sarà lunga anche se quasi tutta pianeggiante. Esco da Trento e trovo subito la ciclabile dell'Adige e in poco più di un'ora sono a Rovereto dove finalmente faccio la prima colazione in un bar e la seconda colazione seduto su una panchina fuori città dopo aver fatto spese dal fornaio.
Avrei voluto fermarmi al "bicigrill" Nomi, piuttosto famoso in questo tratto di strada ma era ancora chiuso.



Curiosità: lui è bello carico, soprattutto di corrente elettrica
bello carico.... di focaccia










 
Lascio Rovereto con la pancia piena e continuo sulla ciclabile che in alcuni punti costeggia la A22, qui i meleti sono una rarità e quasi tutte le coltivazioni sono a uva. In alcuni punti ci sono giardinieri al lavoro per curare l'erba a lato della pista: chi dirige il lavoro ha un fischietto e lo usa ogni volta che passa un ciclista; al segnale tutti si fermano e passo senza rischio di essere falciato. 
Nei pressi di Avio c'è un secondo bicigrill, Ruota Libera, molto carino. Mi devo fermare per forza perchè il fresco e la colazione abbondante sta avendo strani effetti sul mio intestino. Descrivo questo momento idilliaco perchè ho sudato di più in quel bagno che durante l'ascesa allo Stelvio. Dato che sono quasi le undici decido anche di mangiare ancora qualcosa chiacchierando con un simpaticissimo ciclista romano trapiantato in trentino.
Dopo quest'ennesima pausa ristoratrice pedalo fino a Borghetto dove finisce la ciclabile che in effetti con un nuovissimo itinerario proseguirebbe fino a Verona ma io non ci devo andare per cui prendo una strada provinciale poco trafficata dopo aver chiesto indicazioni a un nutrito gruppo di ciclisti.

L'ultima salita di questo viaggio la faccio nella zona di Rivoli Veronese dove su una bella ciclabile con pendenze al 10% si raggiunge una bella zona panoramica dove si può vedere l'Adige e la bassa valle in tutto il suo splendore. Sempre più su ci sarebbe anche il forte ma lo raggiungo solo con l'obiettivo fotografico stavolta.
forte di Rivoli Veronese

 Da qui potrei seguire l'itinerario della ciclopista del sole che mi farebbe passare per Garda e Bardolino, ma scelgo di seguire l'istinto e dopo un tratto trafficatissimo a Affi mi butto in discesa e in mezz'ora arrivo a Lazise dove faccio un'immersione tra i turisti al mercato e subito dopo arrivo a Peschiera del Garda dove mi fermo in spiaggia per un'ora di meritato riposo.



Se parto presto potrei anche fare un giro a Mantova prima di sera. Così alle 15 circa rimetto le chiappe in sella ed esco dalla cittadina lacustre passando accanto alle mura e sotto il ponte della ferrovia per immettermi sulla ciclabile del Mincio che conosco abbastanza bene fino a Valeggio sul Mincio.


Pedalo in completo relax per questi 40 e rotti chilometri trovando il tempo di fare un paio di pause e due chiacchiere con qualcuno. Rivisto Borghetto, sempre pieno di turisti stranieri e mangio qualcosa in una bella area di sosta nei pressi di Volta Mantovana.
Il paesaggio ormai è quello che conosco bene della pianura Padana, ovunque c'è granturco e non è raro incontrare qualche trattore oltre che a dei ciclisti.

Prima delle sei arrivo nella città che fu dei Gonzaga con la ciclabile che sbuca proprio sulla riva di uno dei laghi (non chiedetemi quale!!) in un ambiente molto bello....





Dato che non ci sono mai stato in bicicletta mi faccio anche un breve giro turistico in centro e se non fosse che dovrei arrivare a un orario decente a Rivalta mi fermerei anche per l' aperitivo visto l'orario, ma stavolta non c'è tempo. Uscendo dalla città lungo via Cremona, su ciclabile protetta faccio gli ultimi dieci chilometri della giornata prendendomi anche tre gocce di pioggia.... finalmente.
L'ostello di Rivalta sul Mincio è a pochi metri dal fiume ed essendo l'unico ospite sarà tutto a mia disposizione. Il paesino mantovano non ha molto da offrire per la serata così su consiglio di Paolo, il gentilissimo addetto della reception, vado a mangiare in un pub-birreria dove mi faranno anche il 15% di sconto perchè dormo qui. Scanno un hamburger enorme, patatine e una fetta di sbrisolona.
 
Oggi ho fatto davvero tanta strada, le mie gambe direbbero troppa, e su consiglio dei miei polpacci doloranti mi infilo nel letto prima delle undici.


PERCORSI: 168 KM
TEMPO IN BICI: 9h 40min
MEDIA: 17,4 Km/h
TEMPO TOTALE: 13h
MEDIA: 12,9 Km/h

martedì 17 giugno 2014

Esco a fare un giro in bici: sui grandi passi alpini del Giro #4

TRA VAL PADANA, VAL CAMONICA E VAL D'ADIGE PASSANDO DA GAVIA E STELVIO

 

3 giugno 14 - Merano-Bolzano-Trento lungo la ciclovia dell'Adige

#4 - 110 km totali
Anche oggi mi alzo senza usare la sveglia. Ieri sera sono scese quattro gocce quattro così ho potuto sfoggiare anche l'ombrello per pochi minuti, ma stamattina, smentendo ogni previsione c'è il sole e sembra una bellissima giornata.

Lascio le mie regali stanze poco dopo le otto e vado a fare la migliore colazione di questa vacanza. Assaggio tutto, ma senza strafogarmi, per darmi un finto contegno anche di fronte alla cameriera italotedesca, molto simpatica, che dev'essersi svegliata con una gran voglia di parlare con qualcuno!!
Uscendo dal piccolo castello che mi ha ospitato faccio un giro nel parco e percorro l'ultimo tratto del sentiero di Sissi, verso Tauttmansdorff che non visiterò perchè è ancora chiuso.
Camera con vista

Castello Pienzenau

Tauttmansdorff

Via San Valentino
Si sente la vicinanza del giardino botanico anche da quassù da dove vedo il castello, dove in via San Valentino il marciapiede è circondato da un bellissimo roseto.

Scendo di nuovo in città, faccio un giro in centro e dopo le nove e mezza comincio a cercare la ciclovia che seguirò per andare a Bolzano. Uscendo da Merano vedo, finalmente, anche delle case popolari che fino a ieri sera pensavo che anche i poveracci come me vivevano dentro a dei palazzi in stile liberty. Trovare la strada è un gioco da ragazzi e verso le dieci sto già pedalando lungo l'Adige verso sud.


Questa mattina però sono stranamente demotivato, oggi non ci sono grandi salite da affrontare e forse sento la mancanza di questi stimoli. La strada è piacevolmente dritta e pianeggiante, è un giorno lavorativo e si vede. Ci sono in giro pochi ciclisti, per lo più anziani e qualche turista, ma siamo in pochi. Poco più di un'ora e sono già a Bolzano. Forse non è granchè dal punto di vista artistico-architettonico, ma è davvero "monumentale" l'attenzione che è stata data ai ciclisti in questa città. 

piazza delle erbe
Arrivo in centro seguendo i chiari cartelli presenti ad ogni incrocio, senza rischiare mai un incidente automobilistico, anzi qui è molto più probabile investire o fare un frontale con un altro ciclista. Anche dove la pista ciclabile non è in sede propria, ma per esempio è su un marciapiede, c'è la linea divisoria pitturata sull'asfalto che separa i due sensi di marcia. Chapeau davvero !!

Seguo la folla e arrivo in piazza delle erbe, dove c'è il mercato e faccio scorta di frutta e qualche dolcetto che mangerò più tardi. 



il "signor rospo" col signor Walther
Pranzo su una panchina in un assolata piazza Walther, cercando di attaccar
bottone (inutilmente) con una teutonica maestrina alla quale mostro con disinvoltura la mia banana e le mie albicocche e l'altra frutta che ho comprato, ma non ne vuole sapere. Non è a dieta la signorina che scanna senza pudore due panini con la porchetta (o qualche altra bestia) innaffiati col te freddo.

lungo l'Isarco

Gironzolo ancora un'oretta e poi lascio la città seguendo la pista che
inizialmente passa proprio in mezzo ai due fiumi, l'Adige e l'Isarco. Bolzano e Trento sono collegate dalla ciclabile dell'Adige, anch'essa molto bella ma un po' monotona. Anche qui tratti di argine, paesini, zone di ristoro più o meno attrezzate. Tanta gente pedala sorridente in senso contrario al mio, e ti credo, verso le due del pomeriggio si è alzato un forte vento che ostacola il mio procedere già lento di suo.
E' come andare in salita, però oggi proprio non mi va.
Quando sparisce l'isarco compare la ferrovia da un lato e l'autostrada oltre l'Adige. Le mele non sono sparite del tutto ma qui ci si vanta (lo deduco dai cartelli sparsi sulla ciclabile) di produrre ottima uva che servirà per ottimi vini.
Ci sono anche i lavori in corso che obbligano i ciclisti a lasciare l'argine e fare qualche centinaio di metri tra i vigneti.  Palle, oggi è proprio uno di quei giorni in cui non ho proprio voglia di pedalare da solo... capita anche a me almeno una volta l'anno, ma è solo un attimo :-DD








Alla fine però arrivo anche a Trento, nemmeno troppo stanco e in orario dato che all'ostello avevo tempo fino alle 18 per confermare la mia prenotazione.
Il tempo di sistemarmi il letto e fare una doccia e convinco Nikola, un giovane rumeno che occupa uno dei sette letti della stanza a uscire a fare un giro in centro per bere qualcosa e chiaccherare finalmente con qualcuno. Un paio di birre seduti in piazza del duomo e poi lui se ne torna in camera (ha dormito solo due ore stanotte) mentre io continuo il mio giro turistico in cerca del castello del Buonconsiglio e soprattutto di un posto dove mangiare. Trovo un posto in un ristorantino con i tavoli sotto i portici e mangio all'aperto accompagnato dalla musica classica proveniente dalla scuola di danza che si trova nel palazzo proprio accanto a dove mi trovo. Davvero rilassante.....
Quando torno in camera è già buio e trovo tutti i letti occupati. Ci sarà qualcun altro che russa oltre al sottoscritto? Per non rischiare mi metto i tappi e dopo poco sono nel mondo dei sogni.

PERCORSI: 110 KM
TEMPO IN BICI: 6h15min
MEDIA: 17,6 Km/h
TEMPO TOTALE: 8h 40min
MEDIA: 12,7 Km/h