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venerdì 8 febbraio 2013

Culinaria faidame: Focaccia col lievito naturale

è arrivato il momento di fare i primi esperimenti con la pasta madre. A dire il vero ne ho gia fatto uno, ovvero ho preso un avanzo di pasta dal penultimo rinfresco che era troppa ho fatto un impasto per una focaccia che faccio di solito e ho fatto lievitare per 5 ore, poi ho infornato. Il risultato ?
una mattonella !!!! dopo un'ora non la tagliavi nemmeno col coltello :D

Il primo esperimento mi ha insegnato una cosa: col lievito naturale non bisogna avere fretta.

Quindi tornato dal lavoro alle sei di sera rinfresco la pasta madre e la metto a riposare nel forno spento fino alle undici. A quell'ora l'impasto è lievitato fino a raddoppiare di volume. Ne prendo metà e la rimetto in frigo per la prossima volta. Con quella che ho tenuto, circa 350 g, faccio l'impasto per la focaccia con i seguenti ingredienti:
  • 100g farina manitoba
  • 300g farina 00
  • 100g semola rimacinata
  • 300g di acqua tiepida
  • la pasta madre
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
  • 10g di sale
Impasto le farine con l'acqua e la pasta madre unendo olio e sale in un secondo momento. Lascio l'impasto ottenuto a lievitare tutta la notte dentro il forno spento in una ciotola coperta con un canovaccio umido.
Vado a nanna. ;D

La mattina, prima delle sette (lo so mi sveglio presto di solito) ho lavorato un po' l'impasto (pochissimo) e poi l'ho messo in una teglia ricoperta con carta da forno unta con olio distendendolo premendolo coi polpastrelli e lasciando i caratteristici buchetti sulla superficie. A questo punto avrei dovuto far lievitare nella teglia per cinque ore secondo la ricetta che ho preso in rete ma avevo da fare.

Vado al lavoro ;D

Torno alle cinque. Prima di infornare preparo un emulsione con 4 cucchiai di olio e quattro d'acqua e la verso sulla superficie della focaccia che cospargo anche con del sale grosso e delle foglie di rosmarino. Alle sette cuocio in forno caldo a 230-250 gradi fino alla doratura della superficie mettendo nel forno una ciotolina d'acqua. Il risultato ?
bella e buona ;D

Certo, il lievito (e il fornaio) è alle prime armi e non è risultata sofficissima ma come primo esperimento è stato più che soddisfacente.

24 commenti:

  1. È più bravo di me! Però non ci vuole molto, è bene dirlo.

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    1. la difficoltà sta proprio nell'utilizzo della pasta madre di cui non so proprio nulla.

      comunque può dirlo forte: SONO PIU' BRAVO :D

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    2. Ok. SONO PIÙ BRAVO!

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    3. Ma non era la madre, quella di cui si è sempre certi? Dovrebbe valere anche per la pasta madre. Com'è possibile che non ne sappia nulla?!

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  2. male che vada puoi sfornare mattonelle biodegradabili...e risolvi il problema dello smaltimento edilizio :P

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    1. decisamente...brevetta subito la mattonella prima che ti rubino l' idea...è un mondo cattivo :P

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    2. la prossima volta uso una teglia tonda e inizio a produrre freesbee che l'estate si avvicina !!

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  3. Io spezzo un'arancia nei confronti della pasta padre che cmq ha la sua bella dignita.
    viva bambi e abbasso il re leone

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    1. viva bambi, stracotto e con la polenta!

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  4. Spezzo un'arancia è meravigliosa. Vorrei averla pensata io.

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    1. se vuole può pensarla comunque.... chi glielo impedirebbe ?

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    2. Non mi piace copiare i pensieri altrui! Non copiavo manco a scuola! La cosa più vicina al copiare che ho fatto, è stato ricalcare gli splendidi abiti di Cenerentola che erano nelle illustrazioni dell'omonima Fiaba sonora Fabbri. Erano splendidi, uno era blu notte e l'altro bianco on le stelline d'oro. Mia madre mi aveva insegnato che, ad appoggiare il foglio sul vetro in controluce, era facilissimo riprodurre fedelmente l'immagine, che poi mi divertivo a colorare. Avevo sei anni. Dopo ho imparato a disegnare per conto mio!

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    3. lei disegna ? dove possiamo vedere qualche sua opera ?

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    4. Da nessuna parte. Disegno e butto via.

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    5. anch'io qualche anno fa disegnavo, poi ho deciso di ingrassare il cassonetto della carta una volta per tutte.

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    6. Io non ne ho mai conservato uno! Ma mi incuriosisce, cosa l'ha spinta a tenerli e poi a buttarli?

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    7. a tenerli la vanità e la voglia di migliorarmi, a buttarli per evitare definitivamente che le mie croste venissero esposte a un pubblico maggiore di quelli della cerchia famigliare. :D

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  5. Bene, ora via al perfezionmento

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    1. ho già fatto un paio di pizze... si può migliorare, ma erano già mangiabili :D

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  6. In cucina la pazienza è tutto.
    Sembra davvero invintante quella pizza. E bravo Rospo!

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