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martedì 9 ottobre 2012

5 - Il Po dalla sorgente al delta

giorno 5: Guastalla - Ferrara (124 Km)

Un altro risveglio all'alba, anzi, anche prima. Sento delle gocce di pioggia sul tetto di legno della casetta, non ho più sonno e sono solo le 4 del mattino. Cerco di riprendere il filo del sogno che mi era sfuggito ma non ce niente da fare, mi ero addormentato troppo presto ieri. Prendo la guida, carta e penna e comincio a segnarmi l'itinerario cosi na non dover continuamente controllare la cartina ogni volta che ho un'incertezza. Dopo un po' che scrivo finisce l'inchiostro... un po' come restare a piedi. Pazienza. Comincio a sistemare le borse e fuori ha gia smesso di piovere.






vecchia fornace
Prima delle sette del mattino sono già fuori Guastalla, di nuovo sull'argine del Po . Il sole mentre sorge si specchia nelle nuvole cariche di pioggia all'orizzonte lasciandomi a bocca aperta. Seguendo l'ansa del fiume pedalo per un po' verso nord e costeggio Luzzara: rientro per un po' in Lombardia, in provincia di Mantova. Oggi le gambe girano davvero male, può capitare quando si pedala ogni giorno per tanto tempo per cui quando posso cerco di seguire "le scorciatoie" suggerite dalla guida per risparmiare qualche chilometro e un po' di forze. Approfitto del passaggio a Tabellano per farmi il caffè che non ho potuto bere stamattina a colazione (non era compresa e non ho cercato un bar aperto a Guastalla).
Butto un occhio alla Gazzetta di Mantova: l'unica cosa che mi interessa sono le previsioni del tempo e il quotidiano prevede pioggia in provincia, mentre in prima pagina si parla di uno scandalo nella regione Lazio.... questa settimana senza notizie era proprio quello che ci voleva, non mi farò trascinare nella lettura disgustosa della solita "italia".
Riprendo il viaggio e ritrovo il fiume prima di Mottegiana: da qui in poi  (ma a dire il vero anche prima già anche parmigiano le spiaggie sono numerosissime e non sono rari gli impianti di estrazione della sabbia o della ghiaia.
Poco dopo raggiungo S. Benedetto Po e faccio un giro in paese per comprare una biro nuova e per vedere la bella piazza (anch'essa come molti altri monumenti visti in questo viaggio i "ristrutturazione")
S.Benedetto Po


Riprendo l'argine in compagnia di un fastidioso vento leggermente contrario. Pedalo sempre in solitudine fino a raggiungere Revere poco prima delle 11. Non mi devo procurare il pranzo e sfioro la cittadina facendo un'unica foto sfocata alla bella torre campanaria che si vede anche dall'argine. Proseguo e poco dopo Carbonara di Po inizia a piovviginare. Mi vesto ma serve a poco, dopo cinque minuti smette. Farà così altre due volte e poi non pioverà più, forse perchè non sono più in provincia di Mantova :D

Sermide
Sermide
Stellata (FE) - la rocca possente
Quando è ora di pranzo (è ora per il mio stomaco, ma mezzogiorno è passato da poco comunque) mi fermo in golena in una zona attrezzata con tavoli e panche da pic nic, forse un circolo privato. Sul tavolo accanto al mio si fermano 4 operai dell'est europa che pranzano al sacco e riposano sotto i pioppi obbligandomi a sentire da una radiolina a tutto volume canzoni rumene che potrebbero essere state cantate anche da Albano.
 A parte questo non disturbano il mio riposo. Poco lontano dall'area dove ho sostato c'è Sermide, di nuovo in Emilia, in provincia di Ferrara. I vari monumenti transennati o in ristrutturazione già notati nel basso mantovano ci sono anche qui; nel mio lento pedalare verso est avevo quasi dimenticato che questa è zona colpita dal recente terremoto. Anche a Stellata la famosa "rocca possente" non ha resistito alla forza della natura
Passarella sul Cavo Napoleonico
Pedalo per una decina di chilometri seguendo il corso del Panaro che dovrò superare su un ponte a Bondeno. Qui ho due possibilità, risalire il fiume fino alla sua foce nel Po e proseguire sull'argine maestro oppure prendere una strada alternativa e completamente ciclabile che mi condurrà a Ferrara. La mia scelta è la seconda visto anche che c'è posto nell'ostello che si trova praticamente in centro città. A Bondeno prima faccio un giro in paese e chiedendo informazioni in giro mi imbatto in quelli che potevano essere i "Totò e Peppino" in salsa ferrarese, davvero divertente la scena con io che chiedevo informazioni e loro che me le davano, litigando perchè non andavano d'accordo, solo in dialetto :D Esco da Bondeno superando prima il ponte su Panaro, poi un ponte ciclabile sul Cavo Napoleonico e raggiungo la ciclabile Burana, che costeggia l'omonimo canale per 13 km fino a Ferrara. Anche qui il fortissimo vento contrario vuole imperdirmi di arrivare la meta che raggiungo però nel primo pomeriggio.




Savonarola (torna tra noi...)




Mi sistemo subito all'ostello, nel dormitorio dove sono l'unico non studente e l'unico over 25 !!! Una bella rinfrescata e fino a sera posso fare il turista, prima in bici, pedalando lungo le mura ben conservate e poi a piedi per il bel centro storico col suo castello e i suoi palazzi. Un cartello all'entrata della città la descrive come città delle biciclette e senza dubbio è tra le città più ciclabili che abbia visitato in questi anni.

La sera mangio in una pizzeria dove controllo già la tappa di domani sulla guida. Faccio anche un giro in stazione per controllare l'orario dei treni per il ritorno a casa che il viaggio è ormai agli sgoccioli. L'idea di partenza era di passare almeno una notte nella zona della foce e ripartire il giorno dopo, ma potrei anche partire subito, rimandando a data da destinarsi l'esplorazione del delta, magari un altro breve viaggio di due, tre giorni. La notte porterà consiglio.

itinerario giorno 5

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