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questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

venerdì 3 agosto 2012

Esco a fare un giro in bici: pedalando fino al mare Adriatico

Come annunciato qualche post fa alla fine ci sono andato. La scusa era di partecipare al raduno di cicloviaggiatori che partivano da Imola per raggiungere il mare nella notte tra sabato 28 e domenica 29 luglio. Leggo il loro forum da un po' e la curiosità di conoscerli di persona era tanta.
Avevo già trovato il treno che con pochi cambi mi avrebbe fatto arrivare a Imola senza troppi problemi e invece alla fine ho fatto la pazzia e venerdì 27 dopo pranzo ho preso la bici e le borse e sono partito.

Venerdì 27 lug 2012

Naturalmente dopo quindici chilometri mi accorgo di uno strano rumore che proviene dal basso: il movimento centrale in effetti dondola un po' e mi riprometto di farlo sistemare al ritorno, ma alla fine scopro che il cigolio viene dalla plastica di un pedale che si sta rompendo!!! ...e tra i vari attrezzi\ricambi che avevo deciso di non portare c'erano proprio i pedali... uff... Poco male, come fossi Mc Giver riparo il tutto con un paio di fascette da elettricista e riparto ricordandomi di non spingere troppo sul destro.

Fa caldissimo e di strade alberate nemmeno una. Mi fermo quando posso nelle piazze dei paesi che incontro a cambiare l'acqua delle borracce che dopo venti minuti è già troppo calda anche per farci una doccia. Fino a Casalmaggiore (CR) l'itinerario è abbastanza famigliare. Faccio un giro nella piazza principale per vedere il palazzo ducale ma è in restauro e ammiro la bella (e impeccabilmente a norma) impalcatura. Da lì poi comincio a guardare la mappa sulla borsa e a chiedere informazioni ai passanti.

A parte il caldo nessuna difficoltà, è tutta pianura, campagna, argini. Passo il Po a Viadana (MN) paese noto per il senso dell'umorismo dei suoi cittadini (vedi cartello inizio città)
bello dai !! :o)
Soliera - il castello
Sono a un paio di chilometri da Brescello, paese noto per le vicende cinematografiche di Don Camillo e Peppone ma non ho voglia di allungare la strada per vedere due statue con questo caldo. Passo da Boretto (noto per le famose cipolle), Gualtieri, Guastalla, Novellara e arrivo a Carpi (MO).
Una cittadina che avevo già visitato anni fa e nella quale si vedono ancora i segni del recente terremoto (tendopoli all'ospedale e all'ufficio postale oltre a case inagibili transennate in qualche modo). Da  qui manca poco per la conclusione della prima tappa, un B&B a Soliera (MO) e finalmente mollo l'asfalto per seguire un itinerario in mezzo alla campagna e ai vigneti di lambrusco detto appunto "Soliera in bici".  Anche qui il terremoto ha lasciato il segno, ci sono transenne che impediscono il passaggio sotto il castello in centro. Dopo più di sei ore sotto il sole e 133 km pedalati mi butto sul letto e non vorrei alzarmi più, ma i morsi della fame cominciano a farsi sentire. A pochi metri da dove alloggio c'è la pizzeria ilCapriccio dove servono porzioni "eccezionali" e pur col caldo ne appriofitto per divorare un enorme (di più) piatto di risotto ai frutti di mare. Poi due passi e diritto nel letto che domani sarà una giornata lunghissima.

Sabato 28 lug 2012



Modena - campanile del duomo
Modena - il duomo
Modena
Sveglia, doccia, colazione abbondante e via, per le nove sono pronto a partire. Oggi per arrivare a Imola percorrerò sempre la via Emilia e ne approfitto per visitare le citta che incontro sulla strada. Alle dieci sono a Modena e la città è ancora semi addormentata, poco traffico, poche persone in giro. Qui in città come nel resto della provincia di Modena si fanno notare parecchie piste ciclabili.

Giro senza problemi. Trovo il tempo di chiaccherare con un pensionato al quale hanno da poco rubato la bici da corsa in cantina. Pedalo tra i palazzi fino in piazza Grande dove c'è il bel duomo (anch'esso parzialmente in ristrutturazione). Il tempo di fare qualche foto ed è già ora di ripartire. Voglio arrivare a Bologna per l'ora di pranzo.
Il sole è già alto ma sulla via emilia ci sono ancora per lunghi tratti dei grossi alberi che mi regalano un po' di refrigerio ogni volta che passo sotto la loro chioma.
Bologna
Bologna - fontana del tritone
Arrivo in città alle 13 e mangio un piatto di tagliatelle alla pizzeria la Ghirlandina, dove, gentilmente mi fanno parcheggiare la bici sul retro con la promessa da parte di un cuoco che gli avrebbe dato un occhiata lui (che in periferia, a suo dire, non si può mai sapere). Dopo pranzo gironzolo per la città piena di turisti malgrado il caldo afoso. Alcuni in bicicletta, come il tedesco che sta facendo Monaco Roma, altri attirati dalla mia bicicletta, come la coppia di spagnoli che hanno fatto il cammino di Santiago in bici (e mi mostrano pure le foto!!) o la simpatica Nicole, aspirante ceramista, ciclista che per ora (mi sembra) viva di espedienti in una città che forse non gli piace troppo.

Bologna - via maggiore
le due torri


san Petronio
Bologna - piazza maggiore

Castel San Pietro (BO)


A me è piaciuta. Ma è giunta l'ora di partire anche da qui. A San Lazzaro mi fermo a mangiare una granita e, guarda il caso, chi mi serve ha anche lui l'hobby del ciclismo e ha un fratello che fa cicloviaggi. Sono in anticipo e perdo volentieri altri venti minuti per passare da Castel San Pietro anche per cercare ancora una fontanella con l'acqua, che non trovo, ma che troverò numerose sulla ciclabile in ingresso a Imola.

Imola - p.zza Matteotti
Arrivo in piazza Matteotti e non c'è ancora nessuno. Faccio un breve giro per il centro cittadino e al mio ritorno comincio a trovare qualcuno dei miei compagni di viaggio coi quali arriverò al mare in notturna..... e per il momento ho già fatto 100 km e non ho idea di quanti dovrò ancora farne.



Sabato 28 lug 2012 - una notturna sul mare

si parte

E si parte per le 20. Io ho già fame, ma tappo il buco in un bar con un aperitivo improvvisato. Siamo in quaranta, tra noi c'è chi non ha mai fatto viaggi, chi ne ha fatti solo di brevi (io) o chi ha girato mezzo mondo con questo stupendo mezzo di trasporto che ci unisce e ci appassiona. Il sole non è ancora tramontato e già ci sono i primi imprevisti (fortunatamente alla fine ci saranno solo 3 forature). Si pedala allegramente senza correre troppo.
prima foratura

Per me, ciclista solitario, è la prima esperienza di raduno del genere e raramente mi era capitato di pedalare in gruppo.
E' divertente, si chiacchera, se capita qualcosa c'è sempre qualcuno che ti aiuta e in generale si sente meno la fatica. Prima che faccia buio cominciamo ad indossare i giubbini catarifrangenti e accendiamo le luci. Chi ci vede passare vede un sepentone fosforescente e colorato.

cicloviaggiatori by night
A parte l'inizio su strade secondarie asfaltate, il percorso si snoda su strade bianche lungo la zona d'argine del fiume Lamone che sfocia nell'Adriatico. Dopo le dieci in mezzo alla campagna, dopo un chilometro di canneto sbuchiamo ad una festa di paese in mezzo alla campagna ispirata alle "balle di fieno". Siamo a Cotignola e ci stavano aspettando.






Cotignola- festa delle balle
Gli organizzatori del raduno hanno scelto la festa come primo ristoro a base di ottime piadine. Io faccio il bis e mi bevo anche un caffè che non si sa mai che mi addormenti pedalando.

Per non rischiare evito gli invitanti bicchierozzi di birra e anche stasera solo acqua (tra un po' annego!!!)


ristoro


Si prosegue dopo la sosta. A sorpresa dopo un paio d'ore troviamo in mezzo al nulla un altro punto di ristoro gentilmente offerto dagli organizzatori a base di frutta, bevande e dolcetti (buonissimi quei "tortelli" ripieni di marmellata... mmmm).

Dopo esserci rifocillati si riparte. Sono le ore più dure per me, ormai si pedala in silenzio e le gambe vanno da sole trainate dal gruppo che a volte alza un po' troppo il ritmo la davanti. Gli ultimi chilometri prima dell'arrivo si sente già nell'aria il profumo del mare e l'ambiente è piuttosto selvaggio, con l'erba che arriva sopra il ginocchio.

Marina Romea (RA) - bagno "Bocabarranca"
Ma ormai sono quasi le cinque del mattino, sbuchiamo sulla statale che attraversiamo con attenzione e arriviamo sulla spiaggia. Il mio contachilometri segna 300 che vuol dire che da Imola abbiamo fatto almeno altri 67 km. Parcheggiamo in spiaggia le nostre bici impolverate.




scusate la faccia

l'alba del ciclista nottambulo
C'è chi si siede, chi si sdraia sulla sabbia ad aspettare l'alba. Io appena posso mi metto il costume e mi tuffo ancora al buio. Un bagnetto breve, poi guardo sorgere il sole mentre mi asciugo e poi... collasso su un divanetto del bagno Boca.

Quando mi sveglio molti dei partecipanti (quelli che abitavano in zona) sono già partiti; inizia la giornata allo stabilimento balneare di Marina Romea e i cicloviaggiatori che bivaccano in spiaggia devono sloggiare nella adiacente spiaggia libera.

Ancora un bagno, un sonnellino e un po' di sole. Molti preferiscono mettersi all'ombra in un bar a mangiare bomboloni.
Io non ho fame, ma mi bevo una bella birra fresca che mi disseta più dei venti litri d'acqua che ho bevuto in questi due giorni :oD

Domenica 29 luglio - ritorno a casa




Molti dei reduci della notturna dovranno prendere un treno a Ravenna che è a 11 km da dove siamo.
Prima di arrivarci ci fermiamo nei pressi del porto dove ci sono diverse pescherie e friggitorie da asporto dove possiamo pranzare con dell'ottimo fritto misto e pesce cucinato in mille altri modi.


Prima di prendere il treno c'è il tempo per un gelato e un giro turistico per Ravenna, c'ero già stato, ma non ero in bicicletta quella volta.

Per il ritorno a casa avevo diverse opzioni, anche quella di prendere comodamente tre treni e arrivare per le dieci di sera alla stazione del mio paesello. Invece faccio l'ultima pazzia e decido di fermarmi a Fidenza (PR) e fare al contrario il tragitto che avevo fatto l'anno scorso per iniziare la via Francigena.

Tragitto ad onor del vero piuttosto noioso, su strada provinciale poco o nulla trafficata, ma tutta diritta diritta in mezzo ai campi di granturco con la luce che va scemando a poco a poco.

Riesco a godermi il tramonto dal ponte sul Po dopo Roccabianca e piano piano la stanchezza comincia a farsi sentire. Pedalare al buio da soli non è proprio la stessa cosa della notte precedente, ma un po' alla volta raggiungo casa mia dove mi aspetta una pizza fumante e un caldo abbraccio.
tramonto sul Po
Alla fine il contachilometri segna 398. Ho le vesciche sul ..ehm... sottosella, le borse sporche di polvere e la bici che necessita una riparazione ma ne è valsa la pena. Ho visitato un altro piccolo pezzo di questo bel paese pieno di contraddizioni, ho conosciuto bella gente e imparato qualcosa in più su bici e viaggi in bici.
E ho fatto il mio primo cicloraduno, e probabilmente ne farò altri.

13 commenti:

  1. Bellissimo tutto, il reportage, le foto, la tua filosofia, il tuo stoicismo. Tutto. Complimenti e auguri.
    E ciao, buon fine settimana di riposo.

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    1. questo fine settimana sono andato ancora al mare, però in macchina (e mi sono stancato tantissimo a guidarla) XD

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  2. ah che bellezza e che mens sana!

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  3. Tutto bellissimo, ma chi sono i pazzi che organizzano queste cose al 28 di luglio?

    Io quei giorni ero in Toscana, ma dal caldo che c'era credevo di essere nel forno del panettiere sotto casa mia...

    Comunque c'era una bella vista, per essere un forno.

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    1. gli organizzatori (www.ilcicloviaggiatore.it) hanno organizzato il raduno e la gita notturna, il viaggio di andata (e ritorno) sono un'idea mia!

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  4. Silver Silvan3 agosto 2012 23:27

    Ma quant'era meglio sentirsi un bel concerto d'organo per commemorare la morte di Bach?

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  5. Risposte
    1. troppo buona, cose che potrebbe fare chiunque, una pedalata alla volta.

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  6. Tutti posti che conosco bene :-D

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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