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martedì 6 dicembre 2011

Sabato sera

Tutto sommato è stata una serata simpatica. Alle dieci di sera ero già al baretto con gli amici a sparare cazzate tanto per non perdere l'abitudine. Capita a volte di uscire anche in quattro o cinque, ma della mia compagnia sono l'unico dei felicemente sposati ad uscire regolarmente per cui alla fine siamo quasi sempre i soliti tre. Se poi uno dei tre si comporta come se partecipasse al suo funerale (1) sai che bello.

Il caro Veppe (2) è riuscito ad abbozzare un primo sorriso di sguincio verso le dieci e quarantacinque durante gli hilights di inter udinese

Certo un momento di felicità effimera che gli è passato immediatamente quando gli abbiamo ricordato che anche la sua squadra del cuore ne ha presi un paio dai friulani. Così è tornato mestamente in quello stato catatonico che lo contraddistingue in questo periodo con gli occhi bassi sulla camicia che potrebbe sparare i bottoni da un momento all'altro per quanto è tesa sulla sua pancia gonfia di birra e amaro montenegro.

La nostra ospite, una simpatica barista di mezza età prova a tirare su di morale il poveraccio intonando il ritornello di gingle bells con una campanella da receptionist suonandola con le mammelle

lo strumento inconsueto
Naturalmente il fatto che abbia una prima scarsa fa sì che ne esca una pessima performance e prima che faccia cadere le palle a tutti gli avventori dell'osteria Balter(2) decide per il sequestro dello strumento. Cominciamo a uscire dal bar, io e Balter con le nostre gambe e la campanella in tasca, mentre Veppe viene trasportato in spalla da quattro avvinazzati locali fino al suo carro funebre mercedes.

Essendo il Veppe anche un fumatore incallito fa si che le sue ceneri siano già ampiamente sparse all'interno dell'abitacolo del suo mezzo di trasporto mai pulito internamente dal marzo del 2003. Mi accomodo sul sedile posteriore e l'amico defunto si mette prontamente alla guida in un silenzio tombale rotto solo da una sonora scorreggia del sottoscritto (3).

Visto che abbiamo fatto solo un giro di superalcolici decidiamo di fermarci in un pub gestito da un pirata palestrato dove sta suonando il fratello sfigato di vasco, che è vestito come vasco, con quel giubbino di pelle bicolore rosso e nero, col cappello verde militare e gli occhiali da sole grossi
no, questo è proprio il fratello del fratello sfigato di Vasco
...e la sfiga è che canta proprio uguale uguale a vasco. Stupriamo con lo sguardo la bella biondina che prende le ordinazioni e in nostro defunto amico abbozza un secondo fragile sorriso alle undici e cinquantatre quando il fratello sfigato di vasco intona una canzone dall'album "c'è chi dice no" e noi gli abbiamo ricordato i bei tempi andati quando quella cassetta veniva macinata in continuazione dalla sua autoradio sul Panda 30: erano i primi anni novanta e Veppe guidava il pandino con il piede che non accelerava sopra il cruscotto perche la cenere nell'abitacolo ti arrivava sopra la caviglia e non ti ritiravano la patente nemmeno se vomitavi ceres su un appuntato a un posto di blocco.

Dopo aver cantato a scuarciagola Bollicine (io e Balter, che Veppe nel frattempo si è sdraiato un attimo sotto una panca con le mani giunte sul petto avvolte da un rosario in madreperla) siamo tornati al nostro lindo mezzo di trasporto che ci ha condotti non senza problemi per un tragitto colmo all'inverosimile di nebbia e rotatorie fino all'ultimo posto in cui mi sarei mai aspettato di andare, ovvero il solito posto che frequentiamo praticamente ogni sabato da due anni a questa parte. Veppe va in questo locale anche da più tempo di noi tanto da essere passato dallo status di cliente abituale a quello di "complemento d'arredo per mobili bar" già nel 2009. E infatti dopo pochi minuti sparisce dalla nostra vista mimetizzandosi col bancone per guardare meglio il culo alla bella rumena che lavora li dietro: nel mentre Balter e io abbiamo ballato tutta sera, flirtando con chiunque ci passasse vicino senza distinzione di sesso, età, razza o religione, evitando un paio di volte di venir coinvolti in una rissa per il controllo del territorio tra maschi alfa. Cè stato il tempo anche di scambiare i convenevoli con alcuni conpaesani che (a quanto pare) mi conoscono bene, ma di cui non ricordavo la faccia fino a un minuto prima, ne l'ho più ricordata il minuto successivo la fine dei convenevoli. Mentre Balter tirava un cazziatone ad una venticinquenne bagnata di birra, sudore e qualcos'altro ho avuto l'occasione di scambiare due parole con la bella mora degli altri sabati sera: ho così scoperto che quella roba verde che vendono al bar potrebbe essere vodka, ma quasi sicuramente è colluttorio: lei non ha perso l'occasione di offrirmene un sorso dato che soffro da mesi di "alito cimiteriale", comune malattia che affligge quelli che hanno paura del dentista come me(4). Mi è sembrata una cosa simpatica, la prossima volta bevo anch'io il colluttorio e poi gli tiro un bel "limone" tanto per vedere l'effetto che fa.
Veppe ha passato il resto del sabato sera impalato in un luogo imprecisato del locale fino alle tre e quattordici e ventidue secondi quando gli abbiamo accennato la nostra intenzione di andarcene e lui ha accennato il terzo sorriso della serata.
Veppe come Billy Idol, famosi per il bel sorriso
Con la dovuta calma guidando con cautela per la nebbia più all'interno che all'esterno della macchina abbiamo raggiunto il paesello per il meritato ed eterno riposo.
Tutto sommato è stata una serata simpatica.

* * * * * * * * * *
(1) suo, di se stesso!

(2) per tutelarne la praivasi ho inventato un nome a caso;

(3) questa cosa non è vera perchè io per prima cosa certe cose non le faccio, e per secondo, un rutto o una scorreggia buttato a caso in un racconto senza senso, così, solo per cercare un po' d'ilarità, certe volte funziona (in questo caso no);

(4) io ho paura della parcella del dentista, non del trapano, sia chiaro.

6 commenti:

  1. Ahahahhahahahahahaha

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  2. Potrei scriverti in questo commento la mia reazione all'errore di Pazzini. Ma dopo la polizia postale ti chiude sicuramente il blog per blasfemia estrema.

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  3. @Lario: sabato sera voglio uscire con Paolo Brosio

    @Conte: devo dire che io la bestemmia la preferisco detta a voce, magari urlata, ma non scritta, non so perchè, forse perchè ho fatto le elementari dalle suore; comunque anche se la polizia postale mi chiudesse il blog non sarebbe una gran perdita per l'umaanità (e poi ne apro un altro subito)

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  4. Poi fammi sapere com'è andata la serata ;)

    Grazie mille anche per il commento odierno :-D

    CIAO!!!

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  5. @Lario: sono sicuro che sarà una sabato sera della madonna!!!!

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  6. Ahahah già :-D

    Grazie mille anche per il commento di oggi :-D

    CIAO!!!

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