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sabato 7 maggio 2011

la coda

Non mi sembrava vero, ero lì da meno di mezz'ora ed avevo fatto tutti i colloqui tranne uno. Bella fortuna avere un figlio che va bene a scuola, è educato e rispettoso coi compagni e gli insegnanti, si applica, è sveglio, partecipa attivamente e non disturba (1).

nella foto: un'insegnante di indiscusso valore




Poi accadde il fattaccio: la signora X, mamma di un compagno di classe di Fede, si piazza davanti alla porta saltando spudoratamente la coda; io, di buon umore, non faccio una piega. Non ho voglia di fargli le menate, per essere a quel colloquio nel pomeriggio ho fatto il primo turno in fabbrica (2), non ho voglia di discutere, posso aspettare dieci minuti in più, che tanto cosa vuoi che mi dica l'insegnante (che non conosco) le solite robe di uno che va bene a scuola, eccetera, eccetera.

la coda alla posta..... un classico


E invece.... passano dieci minuti, venti, ventiquattro........ mi volto e le due persone che avevo dietro sono diventate venticinque. Commentiamo ironicamente, ho ancora un barlume di buon umore, e poi, io sono il prossimo, non il ventesimo. Ma non avevo fatto i conti con l'insegnante e la sua "leggendaria" prolissicità e ridondanza comunicativa (della quale non ero a conoscenza). Al quarantacinquesimo ho pensato "uscirà per la fine del primo tempo, no?"

Ebbene mi sbagliavo. Dopo ben, dico ben settantatre minuti la signora X esce dall'aula dei colloqui come se niente fosse, ma ignorando comunque il mio sguardo carico di odio e disprezzo. A questo punto non avrei voluto più entrare, il mio stato d'animo si era inevitabilmente alterato, avevo una serie di sproloqui preconfezionati da scaricare addosso a quella cagna di una profe di italiano del cazzo (chiedo scusa), tanto per capirci mi sentivo come in questa situazione:

la rabbia per la coda in tangenziale: un classico dell'ira moderna

E invece sono entrato, intenzionato quanto meno a trattenermi per non compromettere l'eventuale rapporto che questo adulto ogni giorno doveva avere con mio figlio. Mi sono presentato, ho chiesto testualmente: "mio figlio va bene nella sua materia ?", dopo l'accenno di risposta affermativa l'ho mandata affanculo con tono pacato, ho girato i tacchi e l'ho gentilmente salutata. Durata del colloquio 8 secondi e 73 centesimi (record inteprovinciale).

 L'anno dopo sono tornato con l'intenzione di chiarirmi e (forse) di scusarmi, e invece questa qui si mette a parlare di mio figlio e della sua esperienza scolastica esprimendo lo stesso concetto con parole diverse fino a quando il bidello attirato dalle mie urla di esasperazione è entrato e l'ha abbattuta a colpi di ramazza. (3)

ciao profe, come va?

Una cosa è certa: nessuno da quel giorno mi ha più superato in una coda, senza distinzione di sesso, età, razza, handicap fisici...... (4)

(1) Bei tempi le medie, che poi l'esuberanza ormonale dell'adolescente prende il sopravvento sulle funzioni celebrali e i colloqui del liceo diventano certe volte anche delle vere umiliazioni genitoriali!!

(2) che significa alzarmi alle 4.30 del mattino

(3) il finale è inventato, lo scrivo qui perchè mi piace mettere delle note a fondo pagina.

(4) a dire il vero faccio passare tutte le donne che me lo chiedono gentilmente mostrandomi e facendomi palpare entrambi i seni.

11 commenti:

  1. Anch'io applico alla lettera la nota 4)...

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  2. Fortissimo il tuo post! Il finale, in particolare, è esilarante!
    Continua così!
    Silvana.

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  3. @notizie: purtroppo (per me) nessuna osa più superare la fila tranne una simpatica pensionata al mercato del pesce nel lontano 2009 la quale mi appoggiò la sua quinta abbondante e ormai ad altezza ginocchio per avere la precedenza sull'acquisto di due trance di merluzzo fritto. :O)

    @Silvana: grazie, certe esperienze (quasi tutte a dire il vero secondo me) analizzate tempo dopo riescono sempre a strapparmi un sorriso.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Mi hai fatto pensare che probabilmente esisterà una qualche ricerca per quantificare il tempo che un essere umano trascorre in coda per qualcosa...
    Comunque troppo eh eh...

    P.s. Alla maniera del buon Davide La Rosa: grazie per il commento!

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  6. Nessuno può superarmi in una coda. Nessuno.
    L'Economa Domestica

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  7. @Francesco Grazie a te; la ricerca esiste di certo ma non voglio sapere i risultati.

    @Economa :oD

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  8. Fai bene ad andare ai colloqui...i miei smisero abbastanza presto..erano stufi di sentirsi cantare le lodi della figlia! Quindi avendo la certezza e la fiducia che niente fosse cambiato non andarono più..ma io avrei voluto che continuassero.. Comprendevo il motivo ma mi sentivo un po' trascurata...tanto da pensare seriamente di combinare qualche marachella...però non l'ho fatto!!! Uffa..sono nata già adulta!!!

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  9. @artemisia: questo episodio risale a qualche anno fa, ora ai colloqui ci andiamo ancora e ho notato che anche gli insegnanti\le scuole si sono saputi organizzare in modo da non perdere troppo tempo in assurde code. Purtroppo anche i figli cambiano e non sempre danno le soddisfazioni che ci si aspetterebbe

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  10. mia madre fece lo stesso,entrò chiese,al si del prof si girò e ...non tornò mai più a nessunissimo colloquio! e quelle file per cosa?ma che hanno da chiedere per ore ed ore le altre mamme????mi diceva,tanto se lo so prima o dopo che vai male la ramanzina te la becchi lo stesso.per fortuna ero brava....^_^

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  11. @luby: ......ma passano tutti i secchioni d'italia da queste parti!!!!! :o))

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