Sample Text

questo blog non è una testata giornalistica..... e si vede!

martedì 3 maggio 2011

il buio

è passato del tempo dall'ultima volta che ho messo mano al portafoglio dopo una partita a carte, forse una decina d'anni, ma non sento la mancanza. Si giocava al bar, poche volte a casa di qualcuno, comunque attorno al tavolo si sedevano spesso solo amici, e quando anche non lo fossero, il paese è piccolo e ci conoscevamo tutti.


Quando attorno al tavolo da gioco c'erano gli amici della mia adolescenza giocavo rilassato, era solo un vero passatempo e i pochi spicci che vincevo o perdevo non erano mai importanti e comunque finivano in tasca a ragazzi simpatici
Ricordo ancora la più bella partita a poker della mia vita, un sabato pomeriggio in un bar di via xx settembre che adesso non c'è più, quando ancora si poteva fumare nei bar in Italia e ancora fumavo. Quando giocavo a poker fumavo mezzo pacchetto ogni 3 ore. Quel pomeriggio c'era la nebbia, in via xx settembre ma anche dentro il bar. Quel pomeriggio devo aver avuto la nebbia anche in testa: giocavamo con cifre ridicole, tipo 100 lire per giocare, 200 lire chi mischiava, rilanci di 500 lire, ho visto mani favolose, ricordo ancora oggi dopo quasi vent'anni un poker di donne e un poker di nove, un colore a fiori e uno a picche, almeno cinque foul, tris come se piovessero. Quel giorno stavo vedendo carte che non mi sarebbero mai più arrivate in tutta la vita, un giorno dove non dovevo nemmeno bluffare..... e persi almeno 100.000 lire. La cifra se la guardo oggi è ancora ridicola, ma allora non lavoravo e ho dovuto fare qualche rinuncia per pagare il debito.

poker di donne servito

poker di donne - nel poker il culo non basta mai!!!


qui c'è un tris - sbaglio o qualcuno sta bluffando?


Al tavolo con me e altri due amici quel giorno c'era G., ci conoscevamo da sempre ma non eravamo mai stati intimi, anzi, stava un po' sulle palle a tutti(1); ci serviva il quarto e anche lui giocava spesso a carte nei bar del paese. Di solito quando giocavo con uno "nuovo" lo tenevo d'occhio, che non facesse "giochi di prestigio" o altre cazzate, invece cominciavano a venirmi delle mani buonissime, la fortuna quel giorno era dalla mia parte e mi sono rilassato troppo presto. Alcune settimane dopo ero al bancone a bermi un beck's e a cazzeggiare col barista, G era impegnato a giocare a scala quaranta (sempre a soldi) e non l'ho proprio visto imboscarsi un asso di quadri sotto le chiappe ma sul momento ho avuto l'impressione che lo facesse (2). Mi è passata nella mente la partita di qualche sabato prima e ho rianalizzato alcuni atteggiamenti del nostro "amico" che sul momento non erano degni di nota, tipo il suo stupore nel vedere le mie carte "splendide" e perdenti ogni volta. Mi sono accorto del suo bluff e di quanto fossi stato pollo quel giorno.



Se ci pensavo l'avrei ammazzato, ma se lo dovessi rivedere oggi credo che lo ringrazierei: dev'essere stato quel giorno che decisi di smetterla con le carte e la vita da bar che stavo facendo.

(1) a tredici anni ci siamo menati per qualche cazzata che nemmeno ricordo;
(2) è già, sono un po' lento coi ragionamenti!!


5 commenti:

  1. Stupendo!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

    RispondiElimina
  2. Mi piace la foto del bluff sul tris...

    RispondiElimina
  3. Affinità... il paesello, il poker con gli amici, qualche furbone, qualche rinuncia... e il tutto per formare il carattere. Ne valeva la pena dici? Può essere.
    Comunque mi hai fatto sorridere... grazie!

    RispondiElimina
  4. forse non vale la pena ma certe volte si imbocca una strada e bisogna percorrerla fino in fondo

    RispondiElimina

commenti? fate vobis