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domenica 22 agosto 2010

Esco a fare un giro in bici: a Valeggio, Peschiera e il basso Garda bresciano (9/8/10)

Ferieeeeeee!.
L'anno prossimo girerò di più, quest'anno invece devo accontentarmi del mordi e fuggi ciclistico e ho deciso di fare un giro dalle parti del lago di Garda. L'idea sarebbe anche di girarlo tutto il lago, ma c'è un tratto di strada con gallerie prima di Riva del
Garda che mi sembra troppo pericoloso ed è solo per questo che sto rimandando ogni anno questa "gita". Navigando nella rete ho scoperto l'esistenza di una bella ciclabile di 40 km che collega Peschiera a Mantova solo che da casa mia a Peschiera ci sono minimo 50 km e da Mantova a casa mia ce ne sono altri 70: non sono preparato per fare tutta questa strada in un giorno solo allora
decido di farne solo una parte passando per le colline moreniche nel mantovano, arrivando fino a Valeggio sul Mincio e da lì raggiungere il lago costeggiando il Mincio sulla ciclabile suddetta per qualche chilometro.

Parto alle otto e un quarto dopo aver fatto qualche provvista per il pranzo. Non ho bisogno di mappe o navigatori, la strada di oggi l'ho già percorsa parecchie volte in macchina
e fino a Montichiari non ci sono problemi (tranne che scelgo di fare 10 chilometri sulla statale e non è che sia proprio il massimo per me). Faccio un giro a Castiglione delle Stiviere passando accanto alla basilica di S.Luigi Gonzaga facendo anche qualche salitella in paese. Proseguo poi per Solferino che l'ultima volta che ci sono stato Gloria aveva 5 anni.

Anche qui faccio un giro e qualche foto al paese della storica battaglia risorgimentale. Siamo già nella zona collinare e la salita a piazza castello, anche se breve, mette a nudo tutta la mia impreparazione fisica. La piazza è bene tenuta e da essa si pùò godere di un'ottima vista della zona sud del Garda. Uscendo c'è un parco giochi ben attrezzato con un bar e dei bagni pubblici (non
c'era l'ultima volta che sono passato di qui... anni e anni fa) ed è un buon posto per riposarsi all'ombra delle piante. Salgo a vedere la rocca Spia d'Italia che custodisce all'interno il museo del risorgimento, ma oggi è lunedì e purtroppo è chiuso. Poco male, avrò più tempo per pedalare!


Naturalmente non deve mancare all'album dei cicloricordi una fotina della bici ai piedi della rocca e una foto al viale dei cipressi con tutti i nastri bianchi e rossi per ricordare che su questa collina restarono sul campo di battaglia 40000 esseri umani e che qui nacque l'idea della croce rossa.
Uscendo da Solferino si incontrano piccoli cartelli quadrati che indicano percorsi cicloturistici: io ne ho seguiti un paio verso Cavriana e mi sono sempre trovato a dover
scalare qualche collinetta!! Meglio seguire il comodo e invitante cartello marrone e fare la strada principale (e poco trafficata) che arriva brevemente (tutto poi è relativo) a Valeggio sul Mincio. Meritavano senz'altro una visita anche altri paesi come Cavriana, Pozzolengo, Castellaro Lagusello e Monzambano, ma lo farò la prossima volta, con più calma.
Si entra nel comune di Valeggio passando sul ponte Visconteo. Non mi azzarderò a salire in paese ma farò solo un giro a Borghetto che si trova proprio sotto il ponte in riva al fiume e non a caso è uno tra i più bei borghi d'Italia. Ci sono un sacco di turisti e per passare sul ponticello nel paesino devo scendere dalla bici per evitare

incidenti coi pedoni. é già passato da un po' mezzogiorno e il profumo che esce dai ristorantini è proprio invitante, ma memore delle provviste fatte stamattina mi metto in riva al fiume a rifocillarmi e riposare un po'. Pedalare dopo pranzo non è mai consigliabile e oggi, malgrado qualche nuvoletta
qua e là, il sole si fa sentire. Cerco e trovo la pista ciclabile che mi condurrà al lago dopo aver chiesto a un paio di persone. Per fortuna ci sono
lunghi tratti alberati e il caldo si sente meno. Si costeggia il Mincio sfiorando Monzambano e Ponti sul Mincio (vicino alla centrale idro/termoelettrica)
e si arriva a Peschiera passando sotto il ponte della ferrovia e costeggiando gli antichi bastioni. Passo in centro e cerco un bar per un gelato o una granita.. fa caldissimo... il centro è pieno di turisti stranieri e mi sembra di essere l'unico italiano (anche la gelataia è straniera, mi pare).
Mi siedo al porticciolo a finire un'ottima granita al limone prima di riprendere a pedalare stavolta verso casa. Arriverò a Desenzano sempre sulla strada a sud del lago ma dato che ci passo davanti faccio una deviazione per Sirmione della quale mi pentirò amaramente perchè avevo già fatto tanta strada e non era il caso di aggiungere altri cinque chilometri e poi perchè nel castello non si può entrare in bicicletta, io ho lasciato a casa il lucchetto e non mi va di tornare a casa in treno (non so se mi spiego). Anche qui tantissimi turisti e la voglia di farmi un tuffo nel lago mi assale ogni minuto che passa... ma resisto... purtroppo...un' ultimo sguardo al lago nei pressi di Rivoltella del Garda e già a Desenzano mi allontano e comincio un lento calvario fino a Montichiari passando per Lonato, senza mai trovare uno straccio di albero per rubare un po' di ombra. Questo tratto è stato durissimo, malgrado fosse tutto perfettamente pianeggiante, avevo finito anche la scorta di acqua e mi sono reso conto che stavolta ho fatto troppa strada per le mie possibilità.
Comunque non ho fretta e piano piano raggiungo la melonera a Montichiari e lì si che trovo l'ombra degli alberi, acqua fresca a volontà e... una bella fetta d'anguria che mi ha proprio salvato la vita! Una mezz'oretta di pausa e le pile sono già cariche, pronte per fare gli ultimi ventidue chilometri fino a casa per un meritato e agognato tuffo in piscina!!

Tirando le somme: fatti almeno 120 chilometri anche oggi senza allenamento, ma la cosa ridicola è che non mi fa male il "culo", ma le mani: quando sono partito non ci ho pensato, ma dopo un po' mi sono accorto di aver dimenticato i guanti. Ora ho capito a cosa servono e non li dimenticherò più.

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